A mio giudizio una gestione da fraschetta (glie piacerebbe) si evidenzia in qualche modo in ogni ambito.
Tempo fa, quando ancora avevo contatti, dall'interno del merchandising Lazio mi arrivò la notizia che più volte la Adidas si era presentata con offerte di sponsorizzazione.
Niente di clamoroso, non ai livelli di Juve o Milan per dire.
Poi si presentava il marchio emergente di turno (Macron, Mizuno, Castore, Polluce...) che per aggredire un mercato che la vede in seconda (o terza) fascia "droga" le valutazioni e ti ammolla quel milione in più che non ti dava l'Adidas.
Anche all'interno della Lazio non si davano pace di come non si arrivasse a capire che quando ti associ ad un marchio come Adidas il milione in meno lo ammortizzi durante il ritiro estivo o poco di più.
Lo stesso Friedkin ha preferito pagare la penale pur di passare da New Balance a Adidas e il merchandisng dal 2020 a oggi è aumentato di 30 milioni.
Questo perchè l'oste guarda all'euro in più oggi, il manager guarda il piano industriale.
Quindi anche solo parlando di maglie ci sono tutti i presupposti per giudicare la ditta individuale.
Nel mio caso specifico, avendo perso ogni tipo di interesse per il risultato sportivo e sentendomi circondato tra l'Alzheimer Lotito e il cancro Ultras, mi avveleno su quella unica "mania" che potrebbe rappresentare ancora la mia passione originaria.
Mania che era diventata un secondo lavoro parlando di Lazio.
Se pure qui vedo sufficienza e, ribadisco, POCO AMORE io non lo dico, LO URLO!
E' l'unico campo del mondo Lazio che sento ancora mio e se viene trattato a tarallucci e vino mi incax.xo, pure più dell'arrivo di sconosciuti venduti come campioni incompresi dal resto modno.
Anzi, per quello po' fa come glie pare.
Ma sulla maglia, la sua storia, il suo passato e il suo futuro, li metto in mutande filo per filo.