Oggi qualche responsabilità ce l'ha, a cominciare dalla formazione iniziale.
Va bene (si fa per dire) il calcio "non posizionale", l'aggressione e la rinuncia a un regista, ma da qualche parte il gioco dovrà pure passare. Inoltre, distanze tra i reparti preoccupanti e casino (organizzato?) che a un certo punto porta Isaksen a manovrare in mezzo al campo e Taty dieci metri dietro di lui, con Lazzari a fare l'ala.
Quello che mi preoccupa di più è però l'atteggiamento dei giocatori, che in campo non sembrano sapere quello che devono fare o - peggio - non appaiono motivati per farlo. Bastava vedere le loro facce a inizio secondo tempo o gli errori anche in situazioni semplici, di uscita con la palla dalla fase difensiva, tanto che a un certo punto la soluzione più affidabile è stato il lancione di Provedel.
Troppo presto per trarre conclusioni, ma bisogna che cominci a inventarsi qualcosa, anche in termini di uomini.