Citazione di: neogrigio il 25 Ago 2024, 17:14
FD se la sposti sulla teoria del conflitto sbagli argomento. Io intendo sano a livello psicologico. Se uno è contento che la sua squadra perde perché così dimostra a sé stesso di avere ragione, si infila in un cul de sac mentale perché deve essere contemporaneamente contento e dispiaciuto...
Però mentre scrivo mi viene in mente che forse è un modo per cadere comunque in piedi: se la Lazio vince sono contento perché ha vinto la mia squadra, se perde sono contento perché ha perso Lotito.
Io invece se la Lazio perde sto male e basta, senza consolazioni. Tanto che ormai reputo questa passione una dipendenza tossica. Dovrei smettere.
Scusa neogrigio, io apprezzo la tua lucidità e la tua capacità di analisi al di là delle esagerazioni post risultato.
Però credo che si possa essere ugualmente Laziali appassionati e tifosi di parte pure se a freddo si dice che tra Venezia e Udinese, pur se con risultati opposti, la sensazione è quella di una squadra ancora in altissimo mare a livello di gioco, intesa, capacità di reazione alle situazioni e di tanti altri piccoli elementi che lasciano un po' di amaro in bocca.
Io ero tra quelli certo non esaltati per la prestazione col Venezia, e sono incaxxato nero ma non certo con la testa alla lotta salvezza dopo la sconfitta di ieri.
Certo è che se poi mi metto a sviluppare un'analisi personale, da tifoso, non posso non notare che gli elementi di confusione sono maggiori di quelli che mi portano a pensare una cosa tipo "vabbè dai col Venezia abbiamo fatto calcio champagne, ieri abbiamo fatto pena, ci sta che possa essere un incidente di percorso o che comunque valgano di più i valori visti la scorsa volta".
Con questo certo non si butta il bambino con l'acqua sporca, anche perché alla seconda giornata sarebbe un pensiero autolesionista al limite del masochismo estremo, però ecco buttarla sul voler minimizzare una prestazione indecorosa come quella di ieri e addirittura ipotizzare risultati diversi per un'occasione mancata a 10' dalla fine (quando per un tempo e mezzo non abbiamo prodotto praticamente nulla) oppure confidare nel mercato dell'ultima settimana, che storicamente è il nostro tallone d'Achille e certo non un momento dove risolvere magicamente tutti i problemi, mi sembra una reazione masochistica tanto quanto quella di chi già si martella gli zebedei prevedendo scenari disastrosi.
Credo che il punto per i Laziali di qualsiasi schieramento o corrente, ad oggi, sia accettare il fatto che siamo probabilmente destinati a un campionato meno scintillante rispetto a quello che ci saremmo aspettati dopo l'exploit del secondo posto.
Molti dicono di averlo serenamente fatto e di essere assolutamente tranquilli in merito a questa consapevolezza, ma la realtà è che invece è dura per tutti pensare che dopo la sosta potremmo stare a 3 punti e che comunque questo non è un problema visto quali sono sulla carta i nostri nuovi obiettivi.
Un netter che mi manca molto e che non leggo più da tempo aveva coniato il termine "EL con finestra sulla CL". Quello era il motto con cui io personalmente seguivo le vicende della Lazio degli ultimi anni. A questo netter, oltre a dirgli che gli voglio bene, vorrei chiedere di ideare un'altra definizione che possa sintetizzare il momento che stiamo vivendo, così da poter trovare tutti insieme una visione che ci metta finalmente d'accordo.