Mi viene sempre in mente una battuta di Andy, personaggio della serie The Office che non so se avete mai visto (nel caso, vedetela!).
Sostanzialmente dice che sarebbe bello avere qualcuno che ti dica che stai vivendo gli anni migliori della tua vita quando li stai effettivamente vivendo.
Ecco, i ricordi più belli della mia vita sono legati a quel periodo, a quei vent'anni in cui ho avuto la fortuna di essere circondato unicamente da cose belle e da eventi fantastici.
E la Lazio era parte integrante di quel periodo: nulla ci era precluso, nulla era impossibile, tutto era a portata.
Il viaggio in pullman di ritorno da Montecarlo, visto che domani è l'anniversario della vittoria della Supercoppa, ce l'ho ancora nitido nella mia memoria: seduto in fondo, con la radio che mandava inni della Lazio a oltranza, il CDS con l'ennesima pagina piena sui successi della Lazio, l'eco del boato al gol di Salas, Sensini (non convocato) incontrato al bar alla fine del primo tempo che scherza con me e i miei compagni di viaggio.
La sensazione che fosse tutto talmente perfetto da essere irreale.
L'addio di Sven dopo quello di Sinisa mi ha moralmente ammazzato. Perché rappresenta la voce tardiva di Andy che mi ricorda che quelli erano gli anni migliori della mia vita.
Grazie Mister, la squadra dell'Olimpo delle divinità Laziali ha un altro allenatore in grado di vincere tutto, e di far rivivere quei tempi anche a chi non c'è più.
Mi mancherai, ti voglio bene, anche se non lo saprai mai. Lo dice anche il coro, nessuno saprà mai quant'è grande l'amore che abbiamo per la Lazio e per i Laziali che l'hanno resa grande.