Citazione di: zorba il 06 Nov 2024, 18:09
Sì vabbé, ma alla fine il merito (o il demerito) è sempre e soltanto dei giocatori che di volta in volta scendono in campo.
Ad esempio il dato "90% della precisione nei passaggi" da cosa dipende se non dai piedi dei componenti la squadra?!?
Sempre a mio modesto parere, si intende...
Ti dico il mio parere. La precisione dei passaggi dipende dai piedi, certo. Ma anche, aggiungo, dalla testa. Per calciare bene devi essere bravo tecnicamente ma devi anche essere tranquillo e sereno. Guarda Rovella: è un altro giocatore. È un piacere guardarlo. Vola. Pedro è rinato. Guendouzi con Tudor era un altro, con Baroni ha riacquistato fiducia nei suoi mezzi, si sente protagonista e si vede. Castellanos è diverso, è lo stesso giocatore dell'anno scorso nel senso che è lui ma al contempo è diverso, qualcosa è cambiato; ma cosa? I piedi sono gli stessi. Dentro è cambiato. Dentro.
L'aspetto umano, emotivo, l'empatia, il mondo delle emozioni, sono fondamentali. Nel calcio e nella vita. Per tutti, anche per i calciatori che sono esseri umani come noi. Abbiamo tutti un'anima, a dispetto di quello che dice la scienza che la nega. La scienza sostiene che siamo solo macchine ma non è assolutamente vero. La verità è che il rendimento di certi giocatori non si può spiegare solo con categorie fredde, logiche. Se uno studente non impara e non è bravo a scuola, non significa necessariamente che è negato; magari è bravo, ha potenzialità, ma ha a che fare con un ambiente e con un professore che non gli tocca cerde corde; magari quelle potenzialità le esprimerà al meglio con un professore che lo suggestiona, che gli fa amare la sua materia. L'apprendimento avviene per fascinazione. Baroni è un padre, è gentile, è empatico, tutti sono importanti, c'è entusiasmo e senza l'entusiasmo, senza l'amore per ciò che si fa, non si va da nessuna parte.