Citazione di: novantatreesimo il 17 Dic 2024, 11:33
[...]
In Tevere, dove ci sono gli ultras organizzati, invece nessuno pare abbia avuto a che ridire.
A me gli interisti stanno surca ma pure se fossero amichetti miei pretenderei comunque rispetto e senso della misura, a quanto pare ai laziali della Tevere andava bene così, di essere umiliati a casa loro.
Da quello che capisco e che vedo il parterre della Tribuna tevere della Lazio, quello dove c'è il tifo organizzato, è ormai una prospezione della curva nord. La curva della Lazio si considera gemellata con la curva nord dell'inter. Ecco perché in distinti sud est vi siete incazzati e li avete cacciati via (giustamente), mentre in Tevere no.
Quando gli ultras della Lazio, della nord e della tevere, capiranno che il gemellaggio con gli ultras dell'inter è un gemellaggio fra lo schiavista e lo schiavizzato, che l'inter negli ultimi 30 anni c'avrà portato via almeno 20 giocatori forti, di cui alcuni a parametro zero, come quella m.erda che ieri sera s'era affrettato a buttare dentro la palla dopo che Gigot aveva preso due stecche in faccia e senza essersi nemmeno accorto del fallo di mano,
sarà sempre troppo tardi.
E sarà sempre troppo tardi quando gli ultras della Lazio capiranno che in questo schifoso gemellaggio (in cui la stragrande maggioranza dei tifosi della Lazio, per fortuna, non si riconosce), l'orgoglio di essere laziali viene mooooolto dopo l'orgoglio di essere fascisti.
Quello fra alcuni tifosi della Lazio e alcuni dell'inter è un gemellaggio politico e che passa sopra le teste di tutti noi.
Chiudo facendo un piccolo esempio relativo all'orgoglio mostrato da un'altra tifoseria, quella viola, contro 'ste m.erde nerazzurre: lo scorso anno, o due anni fa ora non ricordo con precisione, prima di un fiorentina-inter di campionato, un papà interista col figlio con la maglia ufficiale della squadra decisero di entrare allo stadio in gradinata (l'equivalente della nostra tevere) e non nei cosiddetti "formaggini" in cui allo stadio di Firenze si devono raccogliere i tifosi della squadra avversaria. Ebbene, tre o quattro persone andarono dal tizio col figlio e gli dissero che lì non potevano stare e che dovevano andare con gli altri interisti nei "formaggini" (tra l'altro con tantissimi posti ancora liberii), ne nacque una discussione, il tizio prese anche una pizza e alla fine lui e il figlio andarono via.
Ecco, io mi auguro che un giorno l'orgoglio di essere laziali in casa propria soppianti quello di essere fascisti amici degli interisti e che i laziali inizino a farsi rispettare, almeno a Roma.