Fisicità, la chiamano
Con la scusa della fisicità ci hanno gonfiato de botte. Ma il pareggio ci staLa chiamano fisicità: è il calcio moderno, baby.
Primi 7 minuti un calcione al minuto, fino alla prima (e unica) ammonizione.
A un certo punto se n'è accorto anche il telecronista, passando dalla fisicità alle botte.
L'Udinese è così, corre, mena e ha Thauvin che è un signor giocatore.
Se poi gli capita un flipper come quello del gol, dodicimila rimpalli che gli si acchittano, con una goffa rovesciata di Lucca che diventa un assist che libera Thauvin a cinque metri dalla porta, che gli dici? Bravi?
Fortunatamente la reazione produce il gol di Romagnoli, su calcio d'angolo susseguente a conclusione velenosa di Zaccagni deviata dal portiere Okoye. Romagnoli sbuca dietro a tutto il mucchio su assist di Vecino e insacca il meritato pareggio.
Nel secondo tempo partiamo forte, con Noslin per Tchaouna, loro si placano per venti minuti in cui creiamo diverse situazioni non sfruttate. C'è un episodio che potrebbe essere da rigore su Zaccagni: Kamara, già ammonito, lo ferma mentre sta per calciare in porta a botta sicura, arpionando palla, gambe, zolle di prato e qualunque cosa. Fosse stato rigore c'era anche il rosso, ma non c'è fortuna, quest'anno, nel dubbio ti gira sempre contro.
Si va avanti tra rimpalli diabolici, stanchezza crescente, sostituzioni al ribasso, con Pedro che rileva un impalpabile Dia e prova a metterci la sua vitalità.
Nel finale l'Udinese si riaffaccia minacciosa, ma rimedia un'occasione su punizione molto dubbia, sventata da Provedel. Per il resto qualche mischia e un vorrei ma non posso.
Con i friulani siamo passati da vittoria fissa a girarci le scatole da anni. Sono i misteri del calcio.
Che questo pareggio fosse probabile lo dicevano tante cose: la stanchezza di coppa, l'indisponibilità di pezzi da 90 come Rovella, Tavares e Castellanos, la forza dell'avversario, intesa sia come fisico che come qualità.
Gli impegni si susseguono, ravvicinati, e non c'è tempo di fermarsi a recriminare.
Nella circostanza male Dia, che paradossalmente sembra soffrire più di tutti l'assenza di Castellanos, con il putiferio che combina là davanti.
Il senegalese corricchia, poco convinto, e assiste al prodigarsi di Zaccagni e Isaksen senza riuscire a dare un contributo accettabile. Verranno altre occasioni.
Tutti hanno fatto quello che potevano, marzo è un fuoco di fila micidiale.
Fondamentale, a questo punto, prendere la via dei quarti di Europa League, superando il turno col fastidioso Viktoria.
Il punto di oggi alla fine è giusto. Ma sarebbe ora che girasse un po' la ruota della fortuna dalla parte nostra, perché gol come quello subito oggi sono follia pura.
Volevo fare un'aggiunta sul club dedicato a Nanni Loy, ma mi girano.
Se ne riparla...