Finirà, come tutte le cose.
Temo tuttavia colui il quale raccoglierà questa meravigliosa eredità; d'altra parte se si palesasse qualche interessato da Oriente (come sono sicuro è già accaduto) tempo un secondo e gli fanno trovare una testa di cavallo nel letto. Lotito ha fatto comodo a tanti in questa città, per troppo tempo.
Il suo operato è stato anche apprezzabile in alcuni frangenti, mentirei a me stesso se non lo riconoscessi, ma... dopo 5 anni dai tempo, è soltanto l'inizio; dopo 10 un attimino tentenni ma aspetti ancora, tutto sommato qualche Coppa, di cui una storica, le porti a casa; e vai avanti nel cammino con la tua (e sua) Lazio, arrivi a 15, eri un bambino sei adulto, eri adulto sei vecchio e c'è sempre lui. Speri ancora, sei laziale, ce l'hai nel DNA il non mollare mai, e la scintilla, chissà, magari sta nell'ingaggio di Maurizio Sarri. C'è aria di cambiamento epocale, forse è una vana illusione ma sognare per una buona volta, ci diciamo, perché no? Si da il caso però che l'uomo stesso che incarnava quel cambio di paradigma viene lasciato vergognosamente solo da colui che lo aveva scelto. A 20 ce la facciamo ancora a sperare? Come diceva Monicelli, la speranza è una trappola, ed è per questo che forse, sempre più laziali, sono assuefatti a questa sonnecchiante rassegnazione partecipando agli applausi ad un 0 - 6 casalingo o a una dolorosa eliminazione con una squadra norvegese che vale il Genoa di Thorsby e Pinamonti.