Ritengo che ci siano 2 fattori per la crisi del calcio italiano.
1. Tutti i giocatori forti del passato, ricordo Del Piero lo raccontò in una intervista, che loro facevano parte di quella generazione di giocatori da "strada" dove si giocava ore e ore con gli amici. Mi sento molto in linea dato che ho più o meno la loro stessa età e anche io fino a 14 anni come unico divertimento avevo giocare a pallone sotto casa con decine di amici. Tutti i giorni in estate, in inverno per ore e ore. In estate ricordo 3 ore la mattina e 3 ore il pomeriggio. Ma anche in inverno fino alle 17 quando faceva buoi e poi si tornava a casa a fare i compiti.
2. Tanti giocatori bravi dopo i 14, come anche il sottoscritto, sono andati a giocare in qualche squadra. Per una famiglia è un sacrificio incredibile considerato che un genitore ti deve accompagnare agli allenamenti almeno 2 volte a settimana + la partita la domenica. Tra l'altro avveniva spesso la mattina presto in campi improbabili e anche fuori zona. Questo perché ci sono poche strutture di calcio vicino casa. Mi raccontava un amico che un giocatore della Lazio, su cui abbiamo riposto tante speranze nel passato, con il quale giocava nelle giovanili delle squadre romane di prestigio che era tra i più scarsi tra i ragazzini. Però aveva una famiglia benestante che con costanza lo accompagnava ad allenamenti e partite e ha potuto continuare a giocare fino ad arrivare alla nostra primavera. Questo ragazzo che mi raccontava queste cose mi diceva che lui stesso dovette smettere perché entrambi i genitori lavoravano fino a tardi e a volte anche il week end. Così quasi tutti i suoi coetanei a parte quelli che i genitori hanno potuto continuare a seguire il proprio figlio. Non è più uno sport per poveri e quasi sempre i poveri sono diventati grandi campioni.
Infine la cosa che ha fatto vedere le Iene. Quel giornalista, Luca, che ho conosciuto 6-7 anni fa per altre questioni, mi raccontò questa storia che venivano chiesti i soldi sistematicamente per fare il salto verso alcune squadre primavera di prestigio. Non è un caso isolato quello di Bagni, è un sistema consolidato