Ho letto un po' di pagine arretrate velocemente, quindi mi scuso se sono superficiale o se avete già chiuso l'argomento.
Però volevo scrivere che:
- quello che possono fare i tifosi è poco, è vero. Ma credo che il ragionamento di FD si riferisse allo sconcerto circa il fatto che la curva interviene e fa casino per un like di Tchaouna e con comunicati più o meno confusi circa la sua direzione verso società, allenatori e giocatori, ma paradossalmente non si compatta (e troverebbe ampio consenso, vista anche la manifestazione dell'anno scorso) per contestare situazioni chiare e nette, chiamandole per nome e cognome, magari ipotizzando anche delle "reazioni" (contestazione? Manifestazione? Flash mob? Enciclica?).
Magari non servirebbe a nulla, ma la cervellotica reazione a determinate situazioni attuali che sembrano chiare ed evidenti tradisce un po' di indecisione, che probabilmente è anche figlia di qualche "accordo" intrapreso all'inizio della stagione scorsa;
- mi rivolgo soprattutto a Sharp, che indica in maniera inappuntabile i motivi economici per cui non abbiamo appigli, ovvero la mancanza di un investitore interessato che si palesi e, soprattutto, il controllo totale e sentimentale che Lotito esercita sulla Lazio. Ma per me ti sfugge il punto principale del perché non accetti neanche di vedere in faccia chi gli chiede la Lazio, ovvero che finché lui ne è il Presidente ha un ritorno di credibilità e di immagine che travalica qualsiasi ragionamento economico.
Lui probabilmente sa perfettamente che potrà uscirne con allori e denari, ma non è qualcosa che oggi gli manca; e il viatico a questa sua inarrestabile scalata è stata e sarà sempre la Lazio. Paradossalmente è proprio l'entità astratta della passione e della partecipazione che rendono il suo asset senza prezzo per lui, perché la Lazio è un bene che definisce profondamente chi la possiede e chi ne è il numero 1 a livello apicale. Finché non gli verrà imposto/dimostrato che non ha più risorse per rendere questo bene inestimabile qualcosa di universalmente riconosciuto, lotterà con tutte le sue forze per tenerselo.
Purtroppo è una battaglia non contro un avido calcolatore mirato a fare i suoi interessi a livello finanziario e politico, ma contro una persona talmente tanto innamorata di se stessa da trasformare tutto ciò che ha nella sua immagine speculare. E così come sarà difficile toglierlo dalla stanza dei bottoni in politica, lo sarà altrettanto convincerlo che senza la Lazio in quanto entità di anima e passione lui possa davvero contare e significare qualcosa. Per se stesso e per gli altri.