Secondo me, è un meccanismo di sopravvivenza/difesa, almeno per quanto mi riguarda: all'inizio provi a giustificare certe cose, pensando alla buona fede, anzi, ti immedesimi nelle azioni e ti senti pure attaccato, quindi segui la cosa in maniera più emozionale, ti senti attaccato da fuori e quindi ti metti in formazione difensiva. Stiamo facendo le cose come si deve, pure sbagliando e la colpa è degli altri; dopo un pò (e purtroppo per noi parliamo di anni) cominci ad avere qualche certezza in meno, forse non è solo colpa degli altri, anzi, ma continui ancora ad essere parte integrante della cosa. Cominci a razzionalizzare un pò la cosa, sei coinvolto come prima, ma non in modalità survival come nella prima fase; cominci a distaccarti un pò, ti viene il dubbio che certe battaglie più che per la Lazio, forse vengono fatte sulla pelle della Lazio. Prima eri convinto che per tutte le azioni, l'obiettivo finale era il bene della Lazio, ora non più; qualcosa (nel mio caso, l'acquisto di Akpa Apro) ti fa pensare che la Lazio non solo non è la stella polare, anzi, viene vista solo come un mezzo per ottenere risultati che con la Lazio c'entrano poco o niente. Quello che una volta consideravi parte integrante del mondo Lazio, più che altro sembra un cancro. Ti metti a fare i distingui, senza convinzione, qualche risultato insperato aiuta pure e cerchi di isolare la Lazio da tutto il resto; il tempo passa, le cose peggiorano, il cancro cresce, la Lazio diventa più debole e viene trattata peggio. Non puoi farci niente, nessuna delle scelte provate ha dato qualche frutto positivo. Puoi esultare per i giorni belli, che ci saranno, ma devi pure adeguarti ad una Lazio maltrattata, senza speranza per il futuro. Una volta, la Lazio era amore e gioia, a volte delusione (e pure sentirsi male), ora invece devi abbassare le aspettative, farti passare tutto addosso, vederla maltrattata e sofferente senza poter fare niente e senza speranza sullo sfondo, fare continui distingui su quello che rappresenta la Lazio metaforicamente, la Lazio calcisticamente, la Lazio società, i tifosi più rappresentativi e la Lazio moralmente. Non esistono scelte semplici, alcuni si adeguono a questa situazione, anche se senza l'entusiasmo di prima, alcuni hanno l'entusiasmo a prescindere da tutto il resto ed alcuni non hanno più energie dopo aver lottato con la loro intelligenza ed i loro principi per diversi anni, in pratica come le squadre di Mourinho (merda) dopo un periodo di sforzo estremo.
Io personalmente faccio parte della terza fascia, oramai seguo le partite ufficiali e basta (prima mi guardavo pure le partite delle giovanili e pure qualche partita dei nomi accostati nel mercato), mi sento male dopo le sconfitte e esulto per le vittorie, ma con molta meno intensità rispetto a prima (nel bene e nel male), una sorta di mancanza di energia o meglio un blocco involontario delle energie causato dallo stesso organismo dopo anni di lotta serrata. Non volevo rendere la cosa molto metaforica, eh, ma è uscita sta cacata