Sembra che in Svezia il campionato stia per essere vinto a sorpresa dal classico underdog, il Mjällby. Ho saputo questa vicenda da questo posto di facebook. Chi ne sa di più? Copio e incollo tutto il post, per chi non fosse iscritto.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1390656259339874&set=a.552459466492895Il Calcio Nordico
17 ottobre alle ore 14:00
Ragazzi, ci siamo davvero! 🇸🇪
Questo weekend potremmo assistere a uno di quegli eventi destinati ad entrare nella storia dello sport e nella leggenda del movimento calcistico di una nazione.
Il Mjällby è ad un passo dal diventare campione di Svezia per la prima volta, un traguardo che lo proietterebbe nell'immortalità sportiva, consacrandolo tra quelle squadre che, contro ogni logica e previsione, hanno saputo trasformare un sogno in realtà.
Molti Paesi hanno avuto favole calcistiche: il Leicester di Sir Claudio Ranieri, il Verona del 1985 trascinato da Elkjær, il Kaiserslautern capace di vincere la Bundesliga da neopromosso nel 1998 o il Boavista, unico club ad aver spezzato l'egemonia delle big 3 portoghesi dagli anni 50 ad oggi.
Bellissime storie ma sicuramente nessuna di queste nasce da un villaggio di poco più di mille abitanti, con un budget bassissimo e un massimo di 6.000 tifosi a cantare ogni domenica.
Pensate un attimo alla vostra realtà o a quella svedese e poi ditevi che lo stadio è ad Hällevik (1500 abitanti), la squadra prende il nome da Mjällby (1300 abitanti) ed il comune che fa da capoluogo è Sölvesborg (9000 abitanti).
Stoccolma arriva ad un milione ad esempio.
Il Mjällby quest'anno sembra un'armata inarrestabile, una squadra capace di superare ogni ostacolo con esperienza e determinazione. Una sola sconfitta fin qui e il record di punti in Allsvenskan ormai ad un passo sono lì a testimoniarlo. Ma non è sempre stato così, anzi...
Fino alla fine degli anni '40, il club non era altro che una piccola realtà provinciale: il miglior risultato, un modesto sesto posto in terza divisione, spesso alternato a retrocessioni in quarta serie. Nessuno, allora, avrebbe potuto immaginare che da quel minuscolo villaggio nel sud della Svezia sarebbe nata una delle più incredibili storie sportive del Nord Europa e non solo.
Negli anni '70 iniziò la golden era del Mjällby, una scalata entusiasmante culminata nel 1979, con la prima storica promozione in Allsvenskan. Le trasferte a Malmö, Göteborg e Stoccolma erano finalmente realtà, ma il salto fu troppo grande e mentre l'Östers IF festeggiava il suo terzo titolo, i gialloneri tornavano subito in Superettan.
Il copione fu lo stesso per diverse stagioni con promozioni e retrocessioni più o meno combattute, fino al 1986, anno dell'ultima apparizione tra le grandi prima di un lunghissimo digiuno durato 25 anni.
Il Mjällby tornerà in massima serie solamente nel 2009-2010 raggiungendo il miglior piazzamento della storia, ovvero un sesto posto.
La dimensione del club sembrava ormai questa, con salvezze tranquille e al massimo un anno di purgatorio in Superettan, ma tra il 2014 e il 2015 la doppia retrocessione fino in terza serie provocò oltre che lo sconforto nei tifosi anche il serissimo rischio di bancarotta.
Eppure, come nelle migliori leggende, il Mjällby risorse. Tra il 2018 e il 2019 arrivò una doppia promozione che lo riportò nell'élite, culminata in un incredibile quinto posto in Allsvenskan: il nuovo punto più alto di sempre.
Oggi invece, la storia che questi ragazzi stanno per scrivere va oltre il senso di calcio attuale, guidato da introiti miliardari, stadi cinematografici e top player che fatturano come aziende.
Questa squadra sta riportando lo spirito del divertimento e dello stupore al centro del villaggio, dimostrando come l'undicesimo budget del campionato possa trionfare e fare il record di punti, anche senza stelle in rosa o sponsor mondiali. Aggiungerei che ha soprattutto risvegliato quel ragazzino capace di credere che tutto è possibile e che in fondo vive ancora dentro ognuno di noi, soprattutto nei membri di questa community.
✍️🏻 Gianluca Bua - Redattore Svezia 🇸🇪 Mostra meno