Di Salomone abbiamo parlato spesso in passato: nasceva come primo critico di Lotito, dopo il cambio di editore a "il tempo" dove lavora da sempre ha cambiato radicalmente idea (e non credo per questioni puramente calcistiche). Adesso mantiene il punto forse anche per rivalsa verso tanti tifosi che sui social lo massacrano: e ha fatto anche un (forse scontato) coming out definendosi un bel fascio di quelli nostalgici e puri. Inevitabile che l'amore verso il senatore perdurasse al di là delle connivenze.
Ilario Ilario è sgamato, ha il figlio che lavora (non si sa bene come) nella famigerata talent room di formello, quindi è chiaro che la sua posizione non può essere totalmente indipendente.
Giulio Cardone, tifoso milanista che con la Lazio mangia e basta, si è tradito giorni fa in radio, quando se ne uscì con un "considera che fabiani mi ha detto... cioè, ho scritto". Personaggio che nella migliore delle ipotesi si limita a riportare veline condendole con un po' di esperienza giornalistica.
Da zazzaroni in poi, il mainstream ovviamente si divide, ma la mia idea è che un po' perché chi è della roma spera che questa crisi duri per sempre, sia perché c'è chi ce l'ha a morte con la Lazio anche per le derive nazifasciste, un po' perché chi ha bisogno di buoni rapporti con i presidenti non farebbe mai crociate decise senza avere qualche pezza d'appoggio, è difficile che si crei un movimento compatto che faccia anche solo "critiche costruttive".
Si preferisce navigare a vista, in attesa di qualche soffiata importante.
Per il resto, nel nostro sottobosco comunicativo, ci sono figure più preparate e meno, cazzari che rilanciano le loro mitomanie nella speranza di essere ricordati come grandi oracoli, gente intellettualmente onesta che non ha paura di dire quello che pensa e un po' di urlatori professionisti che si divertono a fare i pro e i contro per generare visualizzazioni e seguito, sfruttando provocazioni e falsità assortite.
Lotito ha tirato fuori il peggio di questo ambiente e di questa tifoseria. Che magari è sempre stato lì, nascosto sotto al tappeto, ma che dopo 21 anni ha letteralmente invaso la casa.
E sarà molto difficile, se mai ci sarà quel tempo, strappare via la puzza e il degrado dalle pareti.