Citazione di: Paladino68 il 25 Nov 2025, 12:45
Un giornalista uscito da tempo dal grande giro alla ricerca di visibilità. Trovo i suoi interventi ripetitivi e privi di spunti giornalistici. Opinione personale.
Credo che sia in pensione dopo aver lavorato per anni alla Rai.
Se poi questo fosse un modo per riciclarsi, capirai: ha scelto la radio Laziale forse meno ascoltata, tra l'altro sparando a zero sulla società. I giornalisti che lo fanno in maniera così evidente sono tutti ai margini o comunque fuori da testate ufficiali, perché la maggioranza è totalmente asservita.
La mia opinione è che sia uno che non ha nulla da perdere, che non gliene frega (più) niente di curarsi i rapporti con il padrone e che si limita a dare sfogo alle sue preoccupazioni (peraltro spesso molto condivisibili, parlo per me) da tifoso fregandosene delle conseguenze. In generale preferisco lui a Salomone, che da quando ha preso schiaffi ovunque per le sue panzane adesso sta facendo l'offeso e non scrive più sui social (non so neanche se stia continuando a Radio al quadrato, altro covo di conniventi sorridenti).
Citazione di: Paladino68 il 25 Nov 2025, 12:45
Che poi Lotito stia annaspando è fuori di dubbio. Così come è chiaro che stia puntando tutto sullo stadio per saltarci fuori, un po' come provò a fare Rosella Sensi negli ultimi giorni di presidenza della Roma. Vediamo se riuscirà a farlo.
Per me le questioni sono molto diverse. Rosella sentiva un debito umano verso il padre nel tenere le merde ma di fondo non vedeva l'ora di liberarsene. E appena ne ha avuto la possibilità, si è sfilata di corsa; il problema, a proposito di stampa asservita e di comunicazione "aggressiva", è stata l'influenza di vari centri di controllo di tifo e tessuto riommico che non vedevano di buon occhio gli americani e quindi la sbandieravano come loro preferenza.
Lotito non ha alcuna voglia di vendere e non ha intorno una pressione mediatica che gli crea difficoltà.
Citazione di: Paladino68 il 25 Nov 2025, 12:45
La Lazio di Lotito si è sempre mossa sul filo (in maniera eccessiva sicuramente) e la sconfitta in casa con il Lecce era un evento non contemplato che ha fatto saltare ogni piano.
Adesso si trova con una società con poco indebitamento ma fuori dai parametri Fifa.
Il ricorso alle plusvalenze per aumentare il rapporto ricavi/costo del lavoro sarà indispensabile, ma non sarà un male. La Lazio di Cragnotti si reggeva sulle plusvalenze. Il problema è avere un DS che le sappia fare.
D'accordo sul piano non riuscito per una manciata di punti; probabilmente anche la sola conference avrebbe garantito il minimo sindacale per non ritrovarci in questo gorgo infernale. Ma gente molto più quotata e preparata di me, in realtà, sostiene che non sia comunque così, esponendo numeri e trend che probabilmente contano più della mia impressione superficiale.
La Lazio di Cragnotti si sarà anche retta sulle plusvalenze ma era una gestione totalmente diversa; ci ricordiamo tutti anche di scelte marketing non esattamente entusiasmanti, però almeno aveva puntato su un altro tipo di ROI, ovvero costruire una squadra stellare che si facesse pubblicità solo scendendo in campo con quei nomi sulle maglie e con un bel po' di trofei nazionali e internazionali.
E visto che ultimamente il discorso arbitri sembra pesare molto sul valore della squadra attuale, io direi che a quell'epoca le nefandezze fatte, assai più continue ed eclatanti, ci hanno parzialmente impedito di diventare anche i quei soli pochi anni una corazzata al pari delle superbig d'Europa.
Era una macchina da guerra che generava cumuli di indotto, e il fatto che si cercasse di alzare l'asticella sfruttando maggiormente le plusvalenze era appunto un valore aggiunto ma non sostanziale.
Una sorta di Como degli Hartono, ma con una visione, una capacità manageriale e una dedizione professionale enormemente superiori.