Crisi ucraina

Aperto da kelly slater, 21 Feb 2022, 19:31

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cartesio

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Citazione di: mr_steed il 01 Dic 2025, 11:51[...]

06:39

L'ammiraglio Cavo Dragone: "La Nato valuta un attacco preventivo alla Russia"

"La Nato sta valutando un attacco preventivo contro la Russia in risposta agli attacchi ibridi. Forse dovremmo essere più aggressivi del nostro avversario".


Per fortuna ho l'abitudine di non prendere per oro colato ciò che viene riportato dai quotidiani. Sono andato a leggere l'intervista originale sul FT. Costo un euro, sperando di ricordare di disattivare l'abbonamento prima di passare a prezzo pieno.

La frase chiave è questa:

Nato is considering being "more aggressive" in responding to Russia's cyber attacks, sabotage and airspace violations, according to the alliance's most senior military officer.

Quindi niente che riguardi uso di armi vere e proprie.

La frase di cui sopra viene chiarita da questo passaggio:

A Baltic diplomat said: "If all we do is continue being reactive, we just invite Russia to keep trying, keep hurting us. Especially when hybrid warfare is asymmetric — it costs them little, and us a lot. We need to try to be more inventive."

Pubblicare un titolo come questo:

Citazione di: mr_steed il 01 Dic 2025, 11:51L'ammiraglio Cavo Dragone: "La Nato valuta un attacco preventivo alla Russia"

senza chiarire che non si tratta di armi, è irresponsabile.

FatDanny

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Citazione di: cartesio il 23 Dic 2025, 19:12Esattamente come in Italia è stato messo fuorilegge il fascismo.

Vedi, questa è la classica equiparazione liberale Che va di moda sui social e in UE propria di chi non mastica né storia né filosofia politica.
Infatti il nazifascismo non esiste come corpo organico ideologico fuori dalle figure storiche cardine (Hitler e mussolini, principalmente), il comunismo invece si. Anzi, potresti identificare una significativa componente di tale corpo in aperta contraddizione con le dittature est europee del secolo scorso.

Se tu metti al bando il comunismo come sta facendo la feccia, in Polonia come altrove, non metti al bando le dittature, ma tutto il suddetto corpo

12.maggio.74

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Citazione di: cartesio il 23 Dic 2025, 19:12Esattamente come in Italia è stato messo fuorilegge il fascismo.

e certo è uguale, non mi va neanche di spiegare la differenza.

12.maggio.74

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I filorussi che oggi ritengono legittima l'invasione dell'Ucraina, settant'anni fa avrebbero certo sostenuto il diritto dell'Urss di inviare i carrarmati in Ungheria per soffocare la rivolta popolare.
Le simmetrie sono evidenti, sovrapponibili.
Anche allora Togliatti e il Partito Comunista fecero credere che quella rivolta fosse stata aizzata da indefinite forze occidentali, anche allora ci si arrampicò sugli specchi di un intervento armato necessario per salvare la pace mondiale.

Oggi la propaganda filorussa ripropone gli stessi argomenti. E, oggi come allora, lo fa con la stessa arroganza, insultando e sbeffeggiando chi, semplicemente, mette sul tavolo del dibattito un banale, incontrovertibile dato di fatto: la Russia di Putin ha invaso militarmente un Paese sovrano, nonostante avesse negato ogni offensiva fino al giorno prima, addirittura tacciando di squilibrio mentale chi aveva previsto l'attacco.
Da lì non si scappa.

Ma Togliatti e Napolitano, nel 1956, avevano almeno dalla loro la necessità di difendere l'ideale del modello sovietico, ritenuto allora bene supremo.

Oggi quel modello si è sgretolato e non c'è più nulla da difendere.
Però chi è cresciuto in quella scuola, non potendo più difendere il Cremlino, difende ciò che resta di quell'ideale  e continua a coltivare l'antioccidentalismo dogmatico, forse un modo per guardarsi serenamente allo specchio convincendosi di essere rimasto fedele a certi principi giovanili.

L'assunto è che ogni crisi internazionale, di riffa o di raffa, sia sempre causata da americani e dalla brigata di loro alleati sottomessi.
È un tic nervoso, un'ossessione. E da quella palude non si esce.

Gli americani e la loro brigata di alleati sottomessi sono certamente stati responsabili di azioni criminali, basti pensare alla panzana maldestra della smoking gun per motivare l'invasione dell'Iraq.
Ma, nel caso dell'Ucraina, le interferenze occidentali sono panzane non meno maldestre della smoking gun di Cheneey, al pari delle contaminazioni naziste in Ucraina vendute come giustificazione per spiegare un'invasione raccontata acrobaticamente come liberazione.

La verità è che questi sedicenti difensori dell'ordine mondiale si sono ridotti a prendere le parti di un tiranno mosso dalle stesse aspirazioni imperialiste che si rimproveravano una volta, pienamente a ragione, ad americani e ai loro alleati sottomessi.
Nessun sincero difensore della democrazia può pensare che debbano essere altri a decidere della politica interna dell'Ucraina, del suo posizionamento nello scacchiere internazionale, del suo sacrosanto diritto di difendersi.
Se il popolo ucraino lo vorrà, starà con il blocco occidentale come gli garantisce il diritto all'autodeterminazione.
Che lo vogliano o no coloro che, per una vita, hanno manifestato - giustamente - contro le interferenze americane in Italia, salvo poi ricredersi e voler decidere dai loro salotti del destino di un popolo aggredito.
Nessun sincero difensore della democrazia può simpatizzare per un agente del KGB che, uomo solo al comando, tiene in ostaggio la Grande Russia da venticinque anni ininterrotti. Come può essere possibile questo ininterrotto controllo del potere se non con la sistematica eliminazione di avversari e dissidenti o foraggiando generosamente la propaganda amica?

La propaganda filorussa indica l'attentato alla libertà di stampa se qualcuno abbandona la nave Limes e il direttore Caracciolo, visti come baluardi della controinformazione.
Due osservazioni.
La prima. Limes è una rivista del gruppo Gedi, cioè degli eredi Agnelli. Non esattamente un piccolo gruppo editoriale lontano dall'establishment.
La seconda, più sostanziale.
Una settimana prima dell'invasione Lucio Caracciolo scrisse che nessuna invasione sarebbe avvenuta.
Si potrebbe ridurre il tutto ad un errore di valutazione, come tutti ne facciamo.
Ma quello non può essere liquidato a semplice errore di valutazione. Significa che un rispettato e autorevole analista geopolitico non aveva capito nulla di quel che stava accadendo nell'apparato militare russo e non aveva ritenuto attendibili le notizie, peraltro di evidenza massima, che riferivano di ingenti mobilitazioni di truppe russe al confine.
Passi per l'abbaglio del direttore de Il Fatto quotidiano e di altri opinionisti della stessa corrente, mossi da interessi editoriali e dal bisogno di essere controcorrente, ma dal direttore di una rivista geopolitica di riferimento questi infortuni non sono ammissibili, a maggior ragione se rafforzati da una linea ormai vistosamente sbilanciata.
E non c'è nessun attacco alla libertà di stampa se tre firme della rivista decidono di abbandonarla perché in quella linea non si riconoscono più.
Dove esiste la libertà queste scelte sono permesse. E chi le fa non deve temere di finire avvelenato o dilaniato su un aereo fatto esplodere in volo.

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cartesio

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Citazione di: FatDanny il 24 Dic 2025, 07:56Vedi, questa è la classica equiparazione liberale Che va di moda sui social e in UE propria di chi non mastica né storia né filosofia politica.
Infatti il nazifascismo non esiste come corpo organico ideologico fuori dalle figure storiche cardine (Hitler e mussolini, principalmente),

Cosa ci vedi di liberale lo sai solo tu. Che peraltro vedi liberali ovunque. Magari fossero tanti quanti ne immagini.
Sul fatto che gli altri non mastichino né storia né filosofia politica lascia perdere, è il tuo solito vizio di giudicare le persone invece di ragionare sulle tesi. 
Che il comunismo debba ricevere un trattamento di favore per il fatto di avere un corpo ideologico (organico? Stai scherzando, confessa) ignorando i crimini commessi in Polonia e altrove, simili a quelli dei regimi fascisti, è un'idea assurda.

FatDanny

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Non significa che è politicamente liberale, ma che è propria dei liberali di oggi.
Che si sono pochi, ma comunque troppi. Continuano ad appestare l'ambiente.

E non parlo di trattamento di favore, ma che c'è una differenza sostanziale tra un corpus ideologico che non prescinde da quelle dittature e uno che invece lo fa eccome. il fatto che lo interpreti come favore fa capire gli immensi limiti che hai nella comprensione della storia e della filosofica politica. Ma già lo sapevamo, stai sereno. La tua inettitudine in merito è nota

FatDanny

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Citazione di: 12.maggio.74 il 24 Dic 2025, 12:33I filorussi che oggi ritengono legittima l'invasione dell'Ucraina, settant'anni fa avrebbero certo sostenuto il diritto dell'Urss di inviare i carrarmati in Ungheria per soffocare la rivolta popolare.
Le simmetrie sono evidenti, sovrapponibili.
Anche allora Togliatti e il Partito Comunista fecero credere che quella rivolta fosse stata aizzata da indefinite forze occidentali, anche allora ci si arrampicò sugli specchi di un intervento armato necessario per salvare la pace mondiale.

Oggi la propaganda filorussa ripropone gli stessi argomenti. E, oggi come allora, lo fa con la stessa arroganza, insultando e sbeffeggiando chi, semplicemente, mette sul tavolo del dibattito un banale, incontrovertibile dato di fatto: la Russia di Putin ha invaso militarmente un Paese sovrano, nonostante avesse negato ogni offensiva fino al giorno prima, addirittura tacciando di squilibrio mentale chi aveva previsto l'attacco.
Da lì non si scappa.

Ma Togliatti e Napolitano, nel 1956, avevano almeno dalla loro la necessità di difendere l'ideale del modello sovietico, ritenuto allora bene supremo.

Oggi quel modello si è sgretolato e non c'è più nulla da difendere.
Però chi è cresciuto in quella scuola, non potendo più difendere il Cremlino, difende ciò che resta di quell'ideale  e continua a coltivare l'antioccidentalismo dogmatico, forse un modo per guardarsi serenamente allo specchio convincendosi di essere rimasto fedele a certi principi giovanili.

L'assunto è che ogni crisi internazionale, di riffa o di raffa, sia sempre causata da americani e dalla brigata di loro alleati sottomessi.
È un tic nervoso, un'ossessione. E da quella palude non si esce.

Gli americani e la loro brigata di alleati sottomessi sono certamente stati responsabili di azioni criminali, basti pensare alla panzana maldestra della smoking gun per motivare l'invasione dell'Iraq.
Ma, nel caso dell'Ucraina, le interferenze occidentali sono panzane non meno maldestre della smoking gun di Cheneey, al pari delle contaminazioni naziste in Ucraina vendute come giustificazione per spiegare un'invasione raccontata acrobaticamente come liberazione.

La verità è che questi sedicenti difensori dell'ordine mondiale si sono ridotti a prendere le parti di un tiranno mosso dalle stesse aspirazioni imperialiste che si rimproveravano una volta, pienamente a ragione, ad americani e ai loro alleati sottomessi.
Nessun sincero difensore della democrazia può pensare che debbano essere altri a decidere della politica interna dell'Ucraina, del suo posizionamento nello scacchiere internazionale, del suo sacrosanto diritto di difendersi.
Se il popolo ucraino lo vorrà, starà con il blocco occidentale come gli garantisce il diritto all'autodeterminazione.
Che lo vogliano o no coloro che, per una vita, hanno manifestato - giustamente - contro le interferenze americane in Italia, salvo poi ricredersi e voler decidere dai loro salotti del destino di un popolo aggredito.
Nessun sincero difensore della democrazia può simpatizzare per un agente del KGB che, uomo solo al comando, tiene in ostaggio la Grande Russia da venticinque anni ininterrotti. Come può essere possibile questo ininterrotto controllo del potere se non con la sistematica eliminazione di avversari e dissidenti o foraggiando generosamente la propaganda amica?

La propaganda filorussa indica l'attentato alla libertà di stampa se qualcuno abbandona la nave Limes e il direttore Caracciolo, visti come baluardi della controinformazione.
Due osservazioni.
La prima. Limes è una rivista del gruppo Gedi, cioè degli eredi Agnelli. Non esattamente un piccolo gruppo editoriale lontano dall'establishment.
La seconda, più sostanziale.
Una settimana prima dell'invasione Lucio Caracciolo scrisse che nessuna invasione sarebbe avvenuta.
Si potrebbe ridurre il tutto ad un errore di valutazione, come tutti ne facciamo.
Ma quello non può essere liquidato a semplice errore di valutazione. Significa che un rispettato e autorevole analista geopolitico non aveva capito nulla di quel che stava accadendo nell'apparato militare russo e non aveva ritenuto attendibili le notizie, peraltro di evidenza massima, che riferivano di ingenti mobilitazioni di truppe russe al confine.
Passi per l'abbaglio del direttore de Il Fatto quotidiano e di altri opinionisti della stessa corrente, mossi da interessi editoriali e dal bisogno di essere controcorrente, ma dal direttore di una rivista geopolitica di riferimento questi infortuni non sono ammissibili, a maggior ragione se rafforzati da una linea ormai vistosamente sbilanciata.
E non c'è nessun attacco alla libertà di stampa se tre firme della rivista decidono di abbandonarla perché in quella linea non si riconoscono più.
Dove esiste la libertà queste scelte sono permesse. E chi le fa non deve temere di finire avvelenato o dilaniato su un aereo fatto esplodere in volo.
E Comunque il comunismo non è riducibile a Togliatti e il gruppo dirigente del pci.
Si cancella così il famoso manifesto dei 101, tutta quella sinistra COMUNISTA che dell'antiautoritarismo e della critica al modello sovietico ha fatto una bandiera, esattamente come si dimentica oggi quella stessa sinistra che oggi si schiera contro la russia di putin.
Tutto il comunismo è ridotto a stalinismo, stalinisti di ieri e di oggi. O meglio tramite loro si criminalizzano tutti.

La differenza, caro cartesio, è che non esiste né puo esistere un fascismo antimussoliniano, mentre il comunismo antistaliniano è un campo vasto nel tempo e nello spazio.
Ignorarlo significa ignorare la storia e la filosofia politica.

Ps del destino dell'Ucraina dai salotti Lo decide anche chi raffigura il popolo ucraino compatto sulla scelta di resistere.
Moltissimi ucraini verrebbero volentieri a Patti, moltissimi disertano, moltissimi non condividono la scelta di resistere ad ogni costo. Soprattutto in questi ultimi mesi.
Ma evidentemente l'agency Ucraina va bene solo finché funzionale a quel che pensiamo noi, altrimenti va ignorata.
La colpa principale di questi salotti è non chiarire loro esattamente a cosa puntino, visto che ignorano lo status di potenza della Russia, il suo comportarsi esattamente come ogni altra potenza ( vedi gli usa di Trump) e che o vedono, a differenza mia, una popolazione europea smaniosa di combattere o, dopo tre anni che si prova a mobilitarla senza riuscire, magari fare i conti col fatto che non ci sono le condizioni nonostante i loro desideri bellici e quindi scendere a patti è semplicemente realistico.
Pretendere la sconfitta assoluta della Russia significa avere le carte per sconfiggerla in toto. Quindi di muovergli una guerra come Europa (come si fece col nazismo, ma perché politicamente e socialmente c'era questa volontà). Se non si può sconfiggere trovare un compromesso non è un cruccio, ma una necessità ineludibile.
Come con tutte le potenze eh, non perché è la Russia. Con gli USA si fa uguale, con la Francia idem, con la cina pure.

GoodbyeStranger

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Citazione di: Blueline il 22 Dic 2025, 12:41Gli ucraini si stanno difenendo, e lo stanno facendo anche piuttosto bene.
I russi possono benissimo andarsene affan@@@o nei loro confini, senza rompere ulteriormente le sctole agli ucraini.

100%

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WhiteBluesBrother

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Citazione di: 12.maggio.74 il 24 Dic 2025, 12:33I filorussi che oggi ritengono legittima l'invasione dell'Ucraina, settant'anni fa avrebbero certo sostenuto il diritto dell'Urss di inviare i carrarmati in Ungheria per soffocare la rivolta popolare.
Le simmetrie sono evidenti, sovrapponibili.
Anche allora Togliatti e il Partito Comunista fecero credere che quella rivolta fosse stata aizzata da indefinite forze occidentali, anche allora ci si arrampicò sugli specchi di un intervento armato necessario per salvare la pace mondiale.

Oggi la propaganda filorussa ripropone gli stessi argomenti. E, oggi come allora, lo fa con la stessa arroganza, insultando e sbeffeggiando chi, semplicemente, mette sul tavolo del dibattito un banale, incontrovertibile dato di fatto: la Russia di Putin ha invaso militarmente un Paese sovrano, nonostante avesse negato ogni offensiva fino al giorno prima, addirittura tacciando di squilibrio mentale chi aveva previsto l'attacco.
Da lì non si scappa.

Ma Togliatti e Napolitano, nel 1956, avevano almeno dalla loro la necessità di difendere l'ideale del modello sovietico, ritenuto allora bene supremo.

Oggi quel modello si è sgretolato e non c'è più nulla da difendere.
Però chi è cresciuto in quella scuola, non potendo più difendere il Cremlino, difende ciò che resta di quell'ideale  e continua a coltivare l'antioccidentalismo dogmatico, forse un modo per guardarsi serenamente allo specchio convincendosi di essere rimasto fedele a certi principi giovanili.

L'assunto è che ogni crisi internazionale, di riffa o di raffa, sia sempre causata da americani e dalla brigata di loro alleati sottomessi.
È un tic nervoso, un'ossessione. E da quella palude non si esce.

Gli americani e la loro brigata di alleati sottomessi sono certamente stati responsabili di azioni criminali, basti pensare alla panzana maldestra della smoking gun per motivare l'invasione dell'Iraq.
Ma, nel caso dell'Ucraina, le interferenze occidentali sono panzane non meno maldestre della smoking gun di Cheneey, al pari delle contaminazioni naziste in Ucraina vendute come giustificazione per spiegare un'invasione raccontata acrobaticamente come liberazione.

La verità è che questi sedicenti difensori dell'ordine mondiale si sono ridotti a prendere le parti di un tiranno mosso dalle stesse aspirazioni imperialiste che si rimproveravano una volta, pienamente a ragione, ad americani e ai loro alleati sottomessi.
Nessun sincero difensore della democrazia può pensare che debbano essere altri a decidere della politica interna dell'Ucraina, del suo posizionamento nello scacchiere internazionale, del suo sacrosanto diritto di difendersi.
Se il popolo ucraino lo vorrà, starà con il blocco occidentale come gli garantisce il diritto all'autodeterminazione.
Che lo vogliano o no coloro che, per una vita, hanno manifestato - giustamente - contro le interferenze americane in Italia, salvo poi ricredersi e voler decidere dai loro salotti del destino di un popolo aggredito.
Nessun sincero difensore della democrazia può simpatizzare per un agente del KGB che, uomo solo al comando, tiene in ostaggio la Grande Russia da venticinque anni ininterrotti. Come può essere possibile questo ininterrotto controllo del potere se non con la sistematica eliminazione di avversari e dissidenti o foraggiando generosamente la propaganda amica?

La propaganda filorussa indica l'attentato alla libertà di stampa se qualcuno abbandona la nave Limes e il direttore Caracciolo, visti come baluardi della controinformazione.
Due osservazioni.
La prima. Limes è una rivista del gruppo Gedi, cioè degli eredi Agnelli. Non esattamente un piccolo gruppo editoriale lontano dall'establishment.
La seconda, più sostanziale.
Una settimana prima dell'invasione Lucio Caracciolo scrisse che nessuna invasione sarebbe avvenuta.
Si potrebbe ridurre il tutto ad un errore di valutazione, come tutti ne facciamo.
Ma quello non può essere liquidato a semplice errore di valutazione. Significa che un rispettato e autorevole analista geopolitico non aveva capito nulla di quel che stava accadendo nell'apparato militare russo e non aveva ritenuto attendibili le notizie, peraltro di evidenza massima, che riferivano di ingenti mobilitazioni di truppe russe al confine.
Passi per l'abbaglio del direttore de Il Fatto quotidiano e di altri opinionisti della stessa corrente, mossi da interessi editoriali e dal bisogno di essere controcorrente, ma dal direttore di una rivista geopolitica di riferimento questi infortuni non sono ammissibili, a maggior ragione se rafforzati da una linea ormai vistosamente sbilanciata.
E non c'è nessun attacco alla libertà di stampa se tre firme della rivista decidono di abbandonarla perché in quella linea non si riconoscono più.
Dove esiste la libertà queste scelte sono permesse. E chi le fa non deve temere di finire avvelenato o dilaniato su un aereo fatto esplodere in volo.
Ottima analisi. Magari non esaustiva, come è ovvio, ma non vedo errori. 

FatDanny

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L'errore è vedere l'ucraina come un'entità sovrastorica di diritto. Come se esistesse dalla notte dei tempi, immutabile a sé stessa, e non fosse anch'essa il prodotto degli stessi processi oggi in atto.
Come se fosse il prodotto davvero di una volontà popolare.
Dunque se viene invasa viene violata l'entità originaria e la volontà.
Ma questa cosa è falsa. È falsa per l'ucraina, come per l'Italia, gli usa e la Russia stessa.
È facile farla passare oggi perché buona parte delle persone ha perso il senso stesso della storia e vive come se il presente fosse l'affermazione dell'universale.
Ciò non significa che l'invasione sia giusta come non lo è stata quella ungherese. Ne che tutti i commentatori non allineati all'Ucraina resistente a tutti i costi siano nevrotici complottisti antiamericani ex adoratori del Cremlino (sostenerlo di caracciolo, mio ex prof, è sinceramente ridicolo, significa davvero non avere alcuna cognizione, al netto che lo si ritenga condivisibile, ad esempio io lo trovo tale solo parzialmente).
Ma che I confini sono dati da un equilibrio. Quell'equilibrio nell'89 è saltato (come mille altre volte negli anni e secoli precedenti). Questo ha portato una ridefinizione inizialmente totalmente a sfavore della Russia a cui è seguito un parziale riequilibrio come lo stiamo vedendo oggi.
Il prodotto finale sarà, come sempre, derivato dei rapporti di forza. Laddove nonostante i tentativi di mobilitazione europea le nostre opinioni pubbliche non ci pensano proprio a scendere in guerra contro la Russia (e meno male, perché tanto poi mica vanno a combattere i soloni bellicisti Liberali, ma la povera gente), con questo tocca farci I conti e il confine avrà conseguentemente un equilibrio diverso e al max chi non vuole vivere sotto putin può trattare per andare dall'altra parte e viceversa. Questa la realtà nella sua crudezza il resto è fuffa.
È fuffa che putin voglia arrivare a Lisbona perché non ne ha la forza politica, militare e demografica. A stento riesce a conquistare due province ucraine e qualcuno vuole dipingerlo come nuovo Hitler. Una roba demenziale per giustificare la più grande spesa militare dal 45 a oggi. Un modo per controbilanciare la crisi della meccanica a trazione tedesca.
È fuffa questa idea per cui questa sarebbe la volontà ucraina, perché la volontà Ucraina non esiste. In Ucraina c'è chi vuole combattere così come chi non ci pensa proprio e spera solo finisca presto.
Compreso il principio di autodeterminazione dei popoli. Che non esiste. È una fregnaccia. Vi faccio questa sconvolgente rivelazione. Il 90% dei confini odierni non è dato da alcuna autodeterminazione.
Idealmente è un bel principio, concretamente irrealizzabile e irrealizzato.

mr_steed

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Citazione di: FatDanny il 25 Dic 2025, 12:48L'errore è vedere l'ucraina come un'entità sovrastorica di diritto. Come se esistesse dalla notte dei tempi, immutabile a sé stessa, e non fosse anch'essa il prodotto degli stessi processi oggi in atto.
Come se fosse il prodotto davvero di una volontà popolare.
Dunque se viene invasa viene violata l'entità originaria e la volontà.
Ma questa cosa è falsa. È falsa per l'ucraina, come per l'Italia, gli usa e la Russia stessa.
È facile farla passare oggi perché buona parte delle persone ha perso il senso stesso della storia e vive come se il presente fosse l'affermazione dell'universale.
Ciò non significa che l'invasione sia giusta come non lo è stata quella ungherese. Ne che tutti i commentatori non allineati all'Ucraina resistente a tutti i costi siano nevrotici complottisti antiamericani ex adoratori del Cremlino (sostenerlo di caracciolo, mio ex prof, è sinceramente ridicolo, significa davvero non avere alcuna cognizione, al netto che lo si ritenga condivisibile, ad esempio io lo trovo tale solo parzialmente).
Ma che I confini sono dati da un equilibrio. Quell'equilibrio nell'89 è saltato (come mille altre volte negli anni e secoli precedenti). Questo ha portato una ridefinizione inizialmente totalmente a sfavore della Russia a cui è seguito un parziale riequilibrio come lo stiamo vedendo oggi.
Il prodotto finale sarà, come sempre, derivato dei rapporti di forza. Laddove nonostante i tentativi di mobilitazione europea le nostre opinioni pubbliche non ci pensano proprio a scendere in guerra contro la Russia (e meno male, perché tanto poi mica vanno a combattere i soloni bellicisti Liberali, ma la povera gente), con questo tocca farci I conti e il confine avrà conseguentemente un equilibrio diverso e al max chi non vuole vivere sotto putin può trattare per andare dall'altra parte e viceversa. Questa la realtà nella sua crudezza il resto è fuffa.
È fuffa che putin voglia arrivare a Lisbona perché non ne ha la forza politica, militare e demografica. A stento riesce a conquistare due province ucraine e qualcuno vuole dipingerlo come nuovo Hitler. Una roba demenziale per giustificare la più grande spesa militare dal 45 a oggi. Un modo per controbilanciare la crisi della meccanica a trazione tedesca.
È fuffa questa idea per cui questa sarebbe la volontà ucraina, perché la volontà Ucraina non esiste. In Ucraina c'è chi vuole combattere così come chi non ci pensa proprio e spera solo finisca presto.
Compreso il principio di autodeterminazione dei popoli. Che non esiste. È una fregnaccia. Vi faccio questa sconvolgente rivelazione. Il 90% dei confini odierni non è dato da alcuna autodeterminazione.
Idealmente è un bel principio, concretamente irrealizzabile e irrealizzato.
quotone al 99%...

peccato che, anche sul forum, come per "Lazio talk" anche in questa sezione si preferisca spesso il "tifo" da stadio e bollare tutti i "realisti" come putinisti...

l'1% restante è riferito solo al passaggio su Caracciolo: ma quindi hai studiato a roma tre? perché Lucio Caracciolo ha insegnato lì ma non a la Sapienza, dove invece insegnava il padre Alberto, di cui seguii alcune lezioni prima di passare alla cattedra del compianto Franco De Felice... 

FatDanny

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Ho studiato sia a roma3 che in sapienza, due facoltà diverse ☺️

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Citazione di: FatDanny il 25 Dic 2025, 16:56Ho studiato sia a roma3 che in sapienza, due facoltà diverse ☺️
ah ok, quindi ci ho preso  :=))

intuito a parte 8) 
considerando il curriculum di docente di Lucio Caracciolo le alternative a Roma 3 erano Luiss e San Raffaele a Milano così sono andato per esclusione... 

anche se alla Luiss ti ci avrei visto bene :p

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Citazione di: FatDanny il 25 Dic 2025, 12:48L'errore è vedere l'ucraina come un'entità sovrastorica di diritto. Come se esistesse dalla notte dei tempi, immutabile a sé stessa, e non fosse anch'essa il prodotto degli stessi processi oggi in atto.
Come se fosse il prodotto davvero di una volontà popolare.
Dunque se viene invasa viene violata l'entità originaria e la volontà.
Ma questa cosa è falsa. È falsa per l'ucraina, come per l'Italia, gli usa e la Russia stessa.
È facile farla passare oggi perché buona parte delle persone ha perso il senso stesso della storia e vive come se il presente fosse l'affermazione dell'universale.
Ciò non significa che l'invasione sia giusta come non lo è stata quella ungherese. Ne che tutti i commentatori non allineati all'Ucraina resistente a tutti i costi siano nevrotici complottisti antiamericani ex adoratori del Cremlino (sostenerlo di caracciolo, mio ex prof, è sinceramente ridicolo, significa davvero non avere alcuna cognizione, al netto che lo si ritenga condivisibile, ad esempio io lo trovo tale solo parzialmente).
Ma che I confini sono dati da un equilibrio. Quell'equilibrio nell'89 è saltato (come mille altre volte negli anni e secoli precedenti). Questo ha portato una ridefinizione inizialmente totalmente a sfavore della Russia a cui è seguito un parziale riequilibrio come lo stiamo vedendo oggi.
Il prodotto finale sarà, come sempre, derivato dei rapporti di forza. Laddove nonostante i tentativi di mobilitazione europea le nostre opinioni pubbliche non ci pensano proprio a scendere in guerra contro la Russia (e meno male, perché tanto poi mica vanno a combattere i soloni bellicisti Liberali, ma la povera gente), con questo tocca farci I conti e il confine avrà conseguentemente un equilibrio diverso e al max chi non vuole vivere sotto putin può trattare per andare dall'altra parte e viceversa. Questa la realtà nella sua crudezza il resto è fuffa.
È fuffa che putin voglia arrivare a Lisbona perché non ne ha la forza politica, militare e demografica. A stento riesce a conquistare due province ucraine e qualcuno vuole dipingerlo come nuovo Hitler. Una roba demenziale per giustificare la più grande spesa militare dal 45 a oggi. Un modo per controbilanciare la crisi della meccanica a trazione tedesca.
È fuffa questa idea per cui questa sarebbe la volontà ucraina, perché la volontà Ucraina non esiste. In Ucraina c'è chi vuole combattere così come chi non ci pensa proprio e spera solo finisca presto.
Compreso il principio di autodeterminazione dei popoli. Che non esiste. È una fregnaccia. Vi faccio questa sconvolgente rivelazione. Il 90% dei confini odierni non è dato da alcuna autodeterminazione.
Idealmente è un bel principio, concretamente irrealizzabile e irrealizzato.
Questo discorso giustifica TUTTO! TUTTO! E ' un arrampicarsi sugli specchi anche abbastanza ipocrita.  Giustifica qualsiasi guerra, giustifica qualsiasi strage, giustifica qualsiasi guerra civile e qualsiasi invasione! Nessuna entità è sovrastorica di diritto, non lo è la russia , non lo sono gli USA, non lo è l'Italia e non
 lo sono grandi parti della Cina! Qualsiasi nazione è il prodotto di processi precedenti in atto nello stesso momento in cui si mettono in discussione con la forza. Quindi? Che si fa? Tutto hanno diritto ad invadere una nazione, oggi sovrana, perché una piccola minoranza ( spesso anche al soldo) decide per tutti? Avrai anche studiato storia ma contraddici te stesso ed essere veramente contro i guerrafondai non si studia da nessuna parte.

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Lazionetter
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Citazione di: 12.maggio.74 il 24 Dic 2025, 12:33I filorussi che oggi ritengono legittima l'invasione dell'Ucraina, settant'anni fa avrebbero certo sostenuto il diritto dell'Urss di inviare i carrarmati in Ungheria per soffocare la rivolta popolare.
Le simmetrie sono evidenti, sovrapponibili.
Ancora? Dopo due anni e centinaia di pagine di argomentazioni, ANCORA con sta fuffa?
Chi vuole la fine della guerra non è filorusso nè putinista. In questo topic io, Fat e tutti i 'filorussi' abbiamo scritto e ripetuto alla nausea che Putin è una m.er.da!!!
Se vuoi te lo ripeto ancora, ma mi sono anche stufata di parlare a chi non vuole ascoltare.
Nessuno qui giustifica l'invasione, ma la SPIEGA. Hai presente la differenza fra scrivere in un rapporto tecnico di un incidente stradale "l'auto andava a 200 kmh sul bagnato quindi è uscita di strada in curva" e dire "il guidatore faceva bene ad andare a 200 all'ora sul bagnato"? La stessa cosa.
Secondo te io e altri diciamo che Putin ha fatto bene a invadere l'Ucraina, invece ti diciamo che questa guerra è stata apparecchiata dall'occidente in modo da convincerlo a invaderla. E sono concetti diversi.
Secondo te noi vogliamo che l'Ucraina scompaia, invece vogliamo il contrario, che sopravviva. Perchè vediamo che se sta follia prosegue senza cambiamenti (tipo la NOSTRA entrata in guerra) è solo questione di tempo per una capitolazione totale.

E quanto al tuo ultimo messaggio, quando gli USA invaderanno il Venezuela che farai? Chiederai di inviare armi al Venezuela o di boicottare atleti e merci americane? 

FatDanny

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Lazionetter
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Citazione di: 12.maggio.74 il 25 Dic 2025, 19:02Questo discorso giustifica TUTTO! TUTTO! E ' un arrampicarsi sugli specchi anche abbastanza ipocrita.  Giustifica qualsiasi guerra, giustifica qualsiasi strage, giustifica qualsiasi guerra civile e qualsiasi invasione! Nessuna entità è sovrastorica di diritto, non lo è la russia , non lo sono gli USA, non lo è l'Italia e non
 lo sono grandi parti della Cina! Qualsiasi nazione è il prodotto di processi precedenti in atto nello stesso momento in cui si mettono in discussione con la forza. Quindi? Che si fa? Tutto hanno diritto ad invadere una nazione, oggi sovrana, perché una piccola minoranza ( spesso anche al soldo) decide per tutti? Avrai anche studiato storia ma contraddici te stesso ed essere veramente contro i guerrafondai non si studia da nessuna parte.

Nel modo più assoluto.
Arrivi a questa conclusione perché parti dall'idea che il diritto naturale (individuale o collettivo, dunque statale) sia garanzia universale di qualcosa, dunque fondi la pretesa di non aggressione.
Io in quanto uomo ho diritto alla vita dunque tu non puoi aggredirmi.
Io stato ho diritto ai miei confini attuali (che non si sa per quale ragioni dovrebbero essere quelli naturalmente sanciti) e nessuno può aggredirmi.

Senza diritto naturale ti senti perso, eppure le società umane hanno vissuto, anche cooperando e non scannandosi, facendone a meno.
Dunque pensare che se te lo tolgo da sotto i piedi io stia giustificando tutto è una tua inconsistente convinzione.
Semplicemente, noto che stai compiendo un'operazione indebita, arrogantoti l'idea che passi come universale.

Fabbri, che di caracciolo fu allievo per poi emanciparsene, fondatore del filone della geopolitica umana, dice una cosa semplice: ma con quale arroganza pensiamo davvero di imporre alla maggioranza della popolazione umana (Cina, India, Russia, l'america latina non ispano o eurodiscendente, medio oriente, ecc) che i nostri principi siano quelli giusti?
Tu parti da principi giuridici e politici propri di un buco di culo del mondo che siccome ha potere pretende valgano per tutti. Ma scusami, se il punto è il potere quale sarebbe allora la differenza con quelli che attacchi? Non mi pare ci sia molta autodeterminazione effettiva se non come chiacchiera. Che ti ammanti del termine libertà e pensi davvero di essere il mondo libero perché continui a guardarti la punta del naso?

No, anche senza credere alle minchiate dell'autodeterminazione wilsoniana usata a convenienza e senza pensare che esista un Ucraina naturale non si giustifica niente. Si può dire che un'invasione che spezza migliaia di vite civili è esecrabile.
Ma si può fare con la consapevolezza che i confini, TUTTI i confini, non sono ontologicamente dati, ma frutto di scontri e compromessi.
Nessuno ha chiesto ai meridionali se volessero essere italiani. È stato un atto di forza (per altro subito e che ha avuto conseguenze devastanti, vedi questione meridionale).

Dunque, partendo dalla consapevolezza che i confini, come le leggi che governano gli individui, non hanno nulla a che vedere con la natura e tutto con la misura del rapporto di forza hic et nunc (sociale o politico a seconda che si parli di società o scontro tra stati), il punto è capire fin dove ci si può spingere sul confine e cosa occorre sacrificare per farlo.
Fino ad oggi abbiamo sacrificato ucraini (e russi putin). Per sconfiggere tutte le rivendicazioni russe andrebbe annientata la Russia (non putin, la Russia). Non potendo farlo, il tema concreto è quello di trattare un nuovo equilibrio possibile che rifletta le forze attuali, esattamente come yalta e successivi trattarono quelle di allora.
Se poi, come accadde negli USA nei quaranta, si convince la popolazione a entrare in guerra aperta il discorso cambia. Ma non sta riuscendo, grazie a Dio. Quindi prendetene atto e portatelo a casa, voi, l'unione europea e gli ucraini che vorrebbero vincere

E attenzione, questo vale anche per la palestina eh, così ci chiariamo e non facciamo che parlo solo perché sono un criptofiloputiniano.
Se I palestinesi volessero vincere in termini totali con israele devono portarci quali arco di forze sociali, di popoli interi, sono disposti a muovere guerra totale a israele e sconfiggerla militarmente. Se non lo fanno, la cosa più saggia che non sia martirio strumentale di vite civili è trattare politicamente il confine più conveniente possibile, facendo leva sulla politica interna ed estera alle condizioni date.
Gli unici conflitti che possono prescindere da questo sono quelli le cui forze determinanti sono quelle interne. In quel caso, se hai la forza politica per confliggere basta e avanza per tentare la vittoria. Altrimenti no. In questo caso no.

Questa è la realtà.
Unione europea, liberali da quattro soldi, centristi da strapazzo, stanno proponendo da due anni una tattica senza strategia che non porta da nessuna parte se non in una permanente e quanto mai pericolosa usura della popolazione Ucraina e dei rapporti con la Russia che può precipitare a danno di tutti. Senza alcuna vera idea di uno obiettivo concreto raggiungibile.
Non si tratta e poi si vede (si vede cosa, se non abbiamo forza e volontà di combattere a livello necessario per sconfiggere il nemico?)
Per altro fingendo che "gli ucraini vogliono x"
Ma con quale cazzo di coraggio parlate per gli altri? Ma come potete pensare che esista qualcosa che pensano tutti gli ucraini o la stragrande maggioranza?
C'è quest'altra idea folle in occidente per cui quando si parla di entità nazionali altre ci sia un unico grande io collettivo, quando sappiamo bene nei contesti che viviamo che non esiste manco se il tema è il tempo di cottura della pasta, figurati su questioni vitali!
Non c'è in Italia, in Francia, in Spagna e nemmeno in Ucraina o Russia o Iran.
Le società sono una cosa eterogenea e multiforme e in un paese con un grado di diserzione sempre più elevato arrogarsi il diritto di dire cosa vogliono gli ucraini tout court mi sembra abbastanza scandaloso. Almeno il beneficio del dubbio iddio santo.

Servirebbero meno slogan facili e più analisi della realtà. Invece di vedere chi prova a farla come agente nemico perché ci sbatte in faccia la realtà che non piace.


12.maggio.74

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A me di questa filosofia sui confini non mi frega un cazzo, fosse per me non esisterebbero proprio ma si che non può essere così e quindi va accettato. Se non hai diritto hai confini non ne hai nessuno, perché dovresti avere altri diritti naturali o non che siano? Avrai una casa no? Quella è un diritto naturale? Ma scommetto che se domani arriva qualcuno, più forte di te, ti dà 2 calci in culo e ti butta fuori voglio proprio vedere cosa pensi di ciò che è naturale o no.
Ed ancora, io non voglio imporre i miei principi a nessuno ma esigo che siano rispettati i miei fino al momento in cui non vanno contro quelli del mio vicino, ma questo non c'entra niente di niente sulla guerra che un dittatore ha imposto ai suoi giovani ai cui, probabilmente non frega un cazzo di prendersi l'Ucraina o dei pezzi di questa, l'Ucraina serve a Putin non ai russi, quando avrai capito questo, avrai fatto un passo avanti!

FatDanny

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Lazionetter
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Filosofia sui confini?
Quindi non ti frega un cazzo di capire, a te basta affermare lo slogan. Ok, legittimo.
Guarda Che tu non vuoi vedere rispettato il tuo principio, perché pretendi di affermarlo come universale. 

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FatDanny

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Per altro perdonami, io dico "non serve affermare un inesistente diritto naturale/universale per dire che un'invasione è sbagliata (o che lo è essere privato della propria casa) ".

Tu mi rispondi "ah fai filosofia, vorrei vederti nel caso ti togliessero casa". Come se appunto l'avessi giustificato e non che non serve affermare una naturalità o universalità del diritto per condannare una cosa del genere.
Che dire, o mi spiego male io o tu non hai intenzione di comprendere quel che ti viene detto per ripartire lancia in resta con la tiritera sulla Russia cattiva perché l'ucraina è unica e indivisibile.

Boyakki

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Opinionisti e studiosi - e altre persone evidentemente preparate, anche qui sul forum - discutono, con grande competenza, di filosofia, politologia, storia antica e di ogni possibile dettaglio utile a sostenere l'una o l'altra tesi. Onestamente, però, non riesco a capire come, ormai da anni, questa questione sia stata caricata di così tante sovrastrutture da arrivare a offuscare la realtà dei fatti. La situazione, in fondo, è semplicissima. E lo è dal 2022.

È come se tu avessi un appartamento. Nel tuo condominio c'è un vicino che possiede tre appartamenti, ha più soldi e 400 millesimi. Un giorno decide di sfondare una parete e prendersi la camera di tua figlia. Tu cosa fai? Gli dici che va tutto bene solo perché è più potente, ha più denaro e più millesimi?

Anche perché non sai se, concedendogli quella stanza, domani non vorrà anche la cucina o altro. E a quel punto ti ritroveresti costretto a mangiare fuori ogni giorno, senza poter andare avanti, perché i soldi per comprare un'altra casa semplicemente non li hai. Nella migliore delle ipotesi, ti lascerà stare a casa (forse senza tua figlia, che chissà che fine farà) e dovrai pagargli l'affitto.

E invece, restando nella metafora, sento dire cose del tipo: "è stato provocato perché tua figlia frequentava persone che a lui non piacciono", "80 anni fa quella casa era di suo nonno ed era stata messa all'asta perché era fallito".... Ma sono tutte sovrastrutture inutili. Al catasto, oggi, quella casa è tua. Punto. Non conta altro, altrimenti la Meloni farebbe bene a considerare subito l'ipotesi di invadere Istria e Dalmazia per migliorare il bilancio del turismo.

Noi giustamente ci indigniamo e condanniamo all'ergastolo con isolamento diurno chi uccide la propria ex fidanzata, e poi arriviamo a giustificare chi, con una decisione idiota, provoca migliaia di morti innocenti (donne e bambini compresi) perché "forse è stato provocato". È una contraddizione totale. Così si nega tutto ciò che ci è stato insegnato fin da bambini: ci fanno leggere il diario di Anna Frank, ci spiegano la follia del nazismo e di ogni regime totalitario, e poi oggi, attraverso argomentazioni convolute, finiamo per giustificare la condotta più hitleriana vista negli ultimi ottant'anni.

Questo non ha senso. Se la casa è mia e il vicino più ricco sfonda la parete, semplicemente non può farlo, e non esiste alcuna giustificazione possibile.
Altrimenti accettiamo apertamente la legge del più forte, aboliamo il diritto in ogni Stato e decidiamo di farci giustizia da soli. A quel punto, invece di andare a comprare la frutta, potrò picchiare il fruttivendolo magrebino e rapinarlo ogni giorno: tanto sono più grosso di lui, gli sono culturalmente superiore per storia e tradizione e guadagno pure di più.

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