All'inizio dell'estate, dopo la pessima stagione precedente, avevo auspicato una "tabula rasa" per ricominciare con un nuovo gruppo.
Questo gruppo, negli anni di Rossi, Ballardini e Reja, credo abbia dimostrato di essere un gruppo fondamentalmente PERDENTE.
(odio questi termini americani, ma "perdente" mi sembra il termine più adatto).
Un gruppo lo forgiano, in massima parte, i suoi leader storici, carismatici.
Nella fattispecie, Rocchi, Mauri, Ledesma (non a caso i Capitani) e, fino a poco fa, Siviglia.
Come mai sia un gruppo perdente, non lo so bene: forse sono perdenti, mosci, distratti, i leader stessi.
O forse i Capitani antepongono il proprio posto da titolare, la personale visibilità e la salvaguardia dei famigerati "equilibri interni" agli interessi di squadra.
Mauri, Ledesma e a suo tempo Siviglia sono/erano considerati imprescindibili, anche quando sono fuori forma, pare che senza di loro non si possa giocare.
Rocchi, oggi a temporaneamente riposo, ci costrinse a giocare con tre punte nel primo anno esplosivo di Zarate. Sappiamo com'è andata a finire.
E' indubbio che il puntero Zarate nello spogliato se la passa male; per carità, forse soprattutto per sue colpe. Però toglie visibilità ai Capitani.
Non lo so. Boh. Si, certo, quando va tutto bene, lo spogliatoio è unito. Quando le cose vanno male, è spaccato: i Capitani e i loro amici da una parte. Gli altri dall'altra.
Io continuo ad auspicare una completa rifondazione dell'ossatura della squadra. Sui dettagli, se ne può discutere.
Parere personalissimo.
p.