Citazione di: Achab77 il 06 Feb 2026, 23:10No no, ma infatti era solo una blanda e trascurabile riflessione.
Giustissimo esporre le proprie idee e sacrosanto trovare argomenti di discussione anche in questi momenti.
Io per esempio sarei curioso di discutere più approfonditamente le posizioni che danno voti intorno alla sufficienza al mercato, perché mi incuriosisce molto la percezione che porta, ad esempio, a trovare migliore l'attuale centrocampo rispetto a quello ante mercato (che già aveva i suoi bei problemi).
Fino a gennaio la Lazio ha giocato prevalentemente con un CC composto da Cataldi in funzione di regista, Basic come giocatore associativo/di inserimento sul piede forte e Guendouzi come mezzala di quantità e rottura, sempre partendo dalla posizione di piede dominante. Pur non eccellendo nessuno come caratteristiche, si trattava di un reparto con specialisti distribuiti secondo una logica che ci portava ad avere una pendenza di costruzione verso il lato sinistro (dove agisce anche Zaccagni rientrando dentro il campo ad aumentare densità in fase di possesso) e maggiormente difensiva e verticale sul lato destro, con un terzino con doti più spiccate di contenimento come Marusic e un esterno di profondità portato maggiormente a tentare il duello individuale lungo la linea laterale (Isaksen/Cancellieri). A questo quadro andavano aggiunti un Vecino potenziale cambio jolly (per una copertura in pivot basso al posto di Cataldi oppure nella zona di Guendouzi, con meno dinamismo ma più incursioni offensive e peso sui calci piazzati) e Dele-Bashiru come potenziale incursore "all in" al posto di Basic, sebbene vada detto, ad onor del vero, che si è visto molto poco. Belayhane è stato scarsissimamente considerato e non lo considero nell'analisi, sebbene la bocciatura rifletta anche la sua difficile collocazione tattica nello scacchiere di Sarri (poco ritmato come regista e anche in competizione con Rovella nel ruolo, insufficientemente dinamico nel ruolo di mezzala e poco ordinato e svelto nell'associazione).
Ceduti Guendouzi e Vecino, il centrocampo è rimasto orfano di entrambi gli interpreti del ruolo di mezzala fisico/quantitativa di piede destro. La riconfigurazione con Taylor e Basic nel ruolo di mezzali prevede, necessariamente, un adattamento di uno dei due in un ruolo che gli è meno congeniale per caratteristiche, oltre allo spostamento in una zona di campo dove usare il piede invertito. Questo porta ad immaginare che, per privilegiare l'equilibrio di costruzione di squadra, Sarri preferisca mantenere Taylor - per caratteristiche più associativo e produttivo in fase offensiva - a sinistra a dialogare con Zaccagni, dirottando Basic a destra nel ruolo di Guendouzi (è infatti quello che si è visto contro il Genoa).
Questa situazione però produce un duplice effetto negativo. In primo luogo, nel 433 di Sarri le mezze ali, in fase di primo non possesso, hanno il compito di aggredire alto il difensore "dirimpettaio" in uscita. Basic - che ha una frequenza di passo inferiore a quella di Guendouzi - sarà chiamato a coprire una zona di campo più ampia rispetto a prima, dove aveva l'aiuto di Zaccagni che, orientandosi verso il centro, aveva il compito di tenere sia l'esterno avversario sia di coprire la zona di competenza della mezzala. È probabile che questo comporti, per questioni di equilibrio, un posizionamento più statico di Basic, con il risultato di essere ancora meno aggressivi nella fase di pressing. Questa situazione potrebbe generare fasi di stress della catena di destra molto pronunciate, in cui o tutta la catena arretra depotenziando la verticalità dell'ala (che si troverebbe sempre a partire da una posizione di campo molto lontana dalla porta) oppure a generare distanze molto lunghe tra la catena mezzala/ala/terzino, con buchi molto ampi nei quali gli avversari potrebbero facilmente creare imbucate o palleggiare. A questo va aggiunto che, giocando sul lato del piede invertito, è probabile che Basic possa tendere a dialogare più velocemente verso il centro del campo (dove è naturalmente orientato col piede) piuttosto che verso l'esterno destro, rischiando di perdere un tempo di gioco verso la zona di campo dove tendenzialmente dovremmo aggredire più velocemente vista la strategia di verticalità della manovra. Il risultato di queste osservazioni porta ad immaginare una congestione del gioco verso il centro/sinistra, con ancora meno sbocchi verso la destra e/o un rischio di perdita di solidità difensiva sul lato.
Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che sia Taylor che Basic dovrebbero giocare titolari, ai problemi evidenziati si aggiunge anche quello dei possibili cambi. Guendouzi e Vecino offrivano cambi naturali di una certa affidabilità, mentre alle spalle dei due attuali si trovano Dele B e Belayhane, ovvero due dei giocatori meno utilizzati dal mister nella prima fase di campionato. Una soluzione che avrebbe senso solo sulla carta sarebbe quella di puntare su Rovella (quando e se dovesse tornare disponibile) come mezzala destra, ma non solo questo scoprirebbe lo slot di regista dopo Cataldi, ma sposterebbe anche Rovella in un ruolo che non sembra essergli congeniale (e in cui il mister lo vede in campo contemporaneamente a Cataldi solo in caso di urgenza).
Date queste premesse, personalmente trovo difficile definire il centrocampo attuale "migliore" di quello precedente, pur ammettendo che possa essere lievemente migliorato il tasso tecnico medio del reparto. La variabile impazzita potrebbe essere Przyborek, ma onestamente faccio fatica a immaginare che un ragazzo di diciannove anni con doti spiccatamente da trequartista offensivo possa diventare a breve termine il titolare nel ruolo di mezzala di quantità della squadra. Poi per carità, tutto può succedere, ma se devo tracciare un bilancio ad oggi non posso che trovarlo in perdita.