Citazione di: Costa87 il 07 Feb 2026, 14:14No.
Non parlo di Lazionet che non frequento molto da un bel po'; ma sui social leggo spesso che Sarri, non si sa per quale motivo, non si può criticare perché sennò si è filo Lotito.
La critica è importante. È utile nonché sacrosanta.
L'anno scorso Baroni non ha avuto tutti questi "alibi". Se la Lazio non segna, e fa una partita pessima pessima a Lecce, chi dovremmo criticare? Sempre il duo?
Perché Tavares non gioca in questa Lazio? È diventato somaro, non ha più voglia di giocare? Io non ci credo.
Belahyane; abbiamo avuto Rovella per mesi e mesi fuori; perché Belahyane non ha giocato nel suo ruolo naturale di vertice basso? Si dirà: non è bravo. E non credo nemmeno a questo.
Perché si continua a utilizzare il 433 nel momento stesso in cui col 442 si giocava meglio?
Perché la Lazio di Sarri ha meno punti di quella di Baroni, la quale aveva il doppio impegno?
È normale che Sarri dica che l'obiettivo della Lazio sia la salvezza?
Mi si dirà: sei un vedovo di Baroni. Non è questo il punto. Il punto è che Sarri sta facendo meno di quanto potrebbe ottenere a causa, forse, del suo dogmatismo che dovrebbe, secondo me, stemperare.
La critica è sacrosanta e ci mancherebbe altro. L'anno scorso Baroni è stato eletto a tecnico dell'anno dalla maggior parte dei tifosi, qualcuno voleva addirittura che gli venisse donata la famosa "giacca di Maestrelli", in base a non si sa quale attinenza tra i due. IMHO un sacrilegio il solo pensarlo.
La Lazio non segna perché non ha gente che in campo veda la porta. "Eh ma l'anno scorso...". Una difesa da film horror per portare nell'area avversaria chiunque, il risultato finale lo ha certificato. E questa filosofia non sembra pagare nemmeno a Torino.
Continuare ad insistere che la rosa sia la stessa, anzi migliore grazie al rientro di Cancellieri e Cataldi, significa sragionare. Giocatori scartati altrove e rientrati per fine prestito, non certo per lungimiranza della direzione tecnica. Cataldi, a cui voglio bene, gioca perché Rovella non è a disposizione, elemento imprescindibile della Lazio di Baroni ma che quest'anno non abbiamo. Come non abbiamo Pedro, 40enne logorato anche dalla imprescindibilità nella scorsa stagione. Non abbiamo Tavares, scomparso dai radar da dicembre 2024, guarda caso in coincidenza dell'inizio calo generale della scorsa stagione. Quest'anno, quando ha giocato, ha fatto più danni della grandine ed abbiamo letto critiche del perché non giocasse Pellegrini. Poi è entrato Pellegrini ed abbiamo letto critiche del perché non giocasse Tavares.

Ogni anno è diverso dal precedente per combinazioni tecniche, ambientali, societarie e perché gli altri non dormono da piedi. Trovo molto ingenuo basarsi sulla "stessa rosa", se non addirittura pretestuoso, ignorando volutamente le altre variabili, per imputare ogni responsabilità all'allenatore.
Di salvezza ne parla il tifoso impaurito (me compreso) dal depauperamento tecnico, non Sarri. Il "toscanaccio" IMHO sta tenendo botta nel navigare a vista cercando di tenere la barra a dritta, nonostante un non mercato estivo in cui le altre squadre hanno potuto operare ed uno invernale che ci ha fatto rimpiangere il blocco estivo. Sbaglia anche lui, come tutti, sia chiaro. Ma se la società ha ritenuto opportuno affidarsi a lui ed al suo dogma tecnico, trovo francamente ridicolo ed ossessivo continuare a parlare di moduli alternativi al suo 4-3-3 per poter scaricargli le colpe ed alleggerire la deficitaria posizione societaria. Potevano virare su un qualsiasi altro tecnico, più flessibile anche caratterialmente. Per me è stato portato qui col solo scopo di ripararsi dietro la sua figura, consapevoli di non poter operare sul mercato, anche a sua insaputa.
L'anno prossimo non ci sarà, nonostante il pararsi preventivamente di Fabiani, vedremo chi sarà in grado di mantenerci nella parte sinistra della classifica. Mi sembra che ormai la massima aspirazione sia diventata questa.