Ragazzi, quello che pensiamo noi con raziocinio e onestà intellettuale è sinceramente irrilevante.
I dati sono questi: la contestazione prende forma e compattezza, nonostante mille visioni diverse e mille difficoltà.
La Lazio va in semifinale di coppa Italia e riaccende un entusiasmo che è sostanzialmente sopito dalla fine della scorsa stagione.
Questo, in numeri pratici, significa ritorno allo stadio, tifo per la squadra (che ne ha bisogno), Lotito che passa in secondo piano e che ci ritroveremo trionfante a fare conferenze in cui celebrerà il grande lavoro della società e la stupidità dei tifosi. Pensa se (come auspico di cuore) la Lazio dovesse vincere la coppa Italia.
Altro che vittoria di Lotito, sarebbe un trionfo senza precedenti.
Poi, in estate, riprendiamo contatto con le solide realtà; e allora divisioni, litigi, minacce di non abbonarsi, le patenti di Lazialità, "te ndo stavi quando abbiamo vinto la coppa Italia?", e via dicendo. Un film già visto che si ripete uguale ogni anno.
Fine pena mai, ma stavolta lo scrivo col sorriso. Ripeto, la palla passa a me, lui ha solo dimostrato di avere tutti i titoli, le capacità e anche un po' di sana fortuna per tenere la Lazio ancora per moltissimo tempo.
Ciò che deciderò di fare con quel tempo, adesso, dipende solo da me. E non so perché ma sta cosa per la prima volta dopo tanti anni mi fa sentire finalmente libero.
Magari il libera la Lazio era proprio questo, ovvero liberare il peso forte di una passione sul condizionamento delle vite dei tifosi. Lotito fa la sua scelta, io la mia, ma per questa consapevolezza lo ringrazio con tutto il mio cuore.