La contestazione ha accellerato un processo in atto, quelli della curva lo hanno capito e cercano di prendere la testa e comandarlo.
La proprietà privata di Claudio Lotito (lui la considera così) suscita sempre meno interesse.
Quindi si comincia, piano piano, a non fare più l'abbonamento, a non andare allo stadio, a disinteressarsi.
I vecchi tifosi scompaiono, non vengono sostituiti da nuovi (che interesse suscita la proprietà privata di Lotito ?), un lento inesorabile declino.
I tifosi non contano nulla, vero.
Il tifoso viene trattato come un drogato: puoi fare qualsiasi cosa, tanto sei una sorta di schiavo che, bene o male, verrà sempre allo stadio a tifare, non ne puoi fare a meno.
L'unica cosa che può fare il tifoso è non partecipare.
Una forma di dissenso democratica e legittima, i miei soldi non li vedi.
E anche una forma di recupero della propria dignità, come persona e tifoso.
Il percorso della Lazio potrebbe essere (sono ottimista, metto il condizionale) quello intrapreso da un altro grande club, la Sampdoria: il misto di incompetenza e mancanza di risorse a questo porta, prima o poi.
Bisogna sperare che gli attuali proprietari di Atalanta, Bologna e le altre non grandi decidano di non investire più nel calcio ?
Non contiamo nulla, anche con 80.000 presenze allo stadio il valore e la tecnica dei giocatori quello è e quello rimane.
Non date retta alle voci di eventuali compratori, lo stadio vuoto a oltranza serve ad altro.
Serve che la politica cominci a interessarsi del problema.
E la politica comincia a percepire il problema, questa è l'unica certezza che abbiamo.
Ne usciremo, certo.
Anche i tifosi della Samp se lo stanno dicendo, in questi anni.
Bisogna solo vedere quando e come.