Citazione di: El Matador il 25 Feb 2026, 14:44Secondo me il problema è che viene visto poco mondo "fuori", e quindi c'è la percezione che noi siamo i più lamentosi, rompicazzo, ecc...
Ma avete presente la situazione delle altre squadre?
Al Milan due anni fa fecero una specie di mezza rivoluzione per non far prendere un allenatore, ed a Firenze sono stati anni ad insultare Commisso che li aveva fatti diventare una succursale della Juventus. La situazione attuale della stessa Juventus è roba da psicodramma collettivo, con la tifoseria che vorrebbe la testa di dirigenti e giocatori, l'Inter è stata per anni nel caos più totale, e tuttora partono i processi per ogni mezza cazzata.
Del Torino penso non ci sia bisogno di parlare, la Samp non la nomino per carità di patria, e i merdosi (giusto per citare una delle ultime cose) hanno portato alle dimissioni la dirigente greca, che aveva timori di ripercussioni sulla sua persona.
Per me noi siamo anche troppo tranquilli...
Ma infatti il paradosso è proprio questo.
Concentrarsi su un non ben identificato ambiente (ah, sì, i tifosi rompic.oj.on.i) di merda che porterebbe con sé a cascata tutti i problemi mi sembra una visione molto poco aderente alla realtà.
Anche perché l'ambiente è composto da quelle personalità, tra società e lacché variegati, che la Lazio la fa prendere in giro da tutti e che ci costringe ogni volta a tapparci le orecchie per non aggiungere umiliazione alla beffa di vedere una squadra che si indebolisce ogni anno di più.
Poi, ripeto, se per qualcuno la Lazio è lo svago settimanale di 90', allora va benissimo tutto e capisco il discorso.
Però i fatti dicono che tantissimi Laziali non ne possono più e sono sinceramente preoccupati, forse perché non seguono la Lazio solo a mo' di svago ma se ne fanno (sbagliando, sia chiaro) una malattia, e vedono che il futuro è grigio mentre il senatore racconta balle di ogni tipo.
Vivere la passione così, a quanto pare, porterà la stessa ad essere semplicemente meno coinvolgente.
Uno svago, appunto, per la felicità di molti.
Sempre imho, s'intende.