Riporto quanto letto "Il Michetti (già candidato sindaco al comune di Roma, quota centrodestra) sottolinea l'esigenza di una pubblica utilità che lui, allo stato, non ravvede per l'assenza dei tifosi. In realtà, esagera un po', calca la mano, insomma ipotizzare che da questo momento in poi, per chissà quanto o addirittura per sempre, scompaiano i tifosi della Lazio dallo stadio mi sembra un tanto esagerato (anzi, insostenibile), ma il ragionamento è fondato. Quindi, vuoi fare lo stadio? Devi fare venire la gente allo stadio e per farla venire devi allestire uno spettacolo degno del richiamo che - prosegue Michetti e qui fa veramente bingo - allo stato non c'è.
Si perché il punto di caduta è che il core business (traducibile con l'affare de core) di un presidente (ancorché) della Lazio è allestire una squadra competitiva, innanzitutto e soprattutto, e non tanto fare una operazione immobiliare che potrà affascinare, attrarre ma non scalderà mai i cuori di nessun tifoso, perché serve la ciccia sul piatto, ossia la squadra possibilmente con ambizioni degne delle passione dei tifosi e dell'importanza della storia del clebbe.
Ho riportato in sintesi i termini del ragionamento, vanamente contrastato ni studio da chi ricordava i bei tempi di Cava dei Tirreni, quando col panino pieno di frittata sul pullman andavamo a giocarci la promozione in serie A.
Si, mutatis mutandis, non mi interessa stare in un teatro comodissimo se quell'attore è una schiappa, non me ne frega niente delle poltrone reclinabili in un cinema che proietta un film pessimo, cosa me ne faccio di uno stadio con una insonorizzazione perfetta se quel gruppo rock è pessimo. Voglio prima l'artista, anzi per me conta solo quello.
Michetti da pallone d'oro! "
battiamo il ferro fin che é caldo. Avanti con la protesta ad oltranza