Quelle dichiarazioni di Ilario Ilario sono una specie di capolavoro della distopia, altro che Orwell.
Non che abbia informazioni, ma come altri pure io diffido di quello che ha detto. Al di là della scemenza della fermata metro, a me la sua sembra una sparata fatta appositamente per difendere il proprio schieramento (quello lotitiano).
Per il resto, sono anche io piuttosto pessimista sulla possibilità che il maledetto romanista venda (almeno a breve), ma sono altrettanto convinto che siamo arrivati a un livello tale di tensione e di insofferenza che non è pensabile che non si smuova qualcosa. Perdonate la retorica, ma parliamoci chiaro: ognuno di noi conosce (anche per esperienza diretta) la storia della Lazio, dall'inferno al paradiso, e per quanto ci siano stati momenti di tensione mai si è arrivati a un odio così profondo tra società e tifosi. Non solo, mai una "dirigenza" ha fatto così tanto per inimicarsi i tifosi. E mai la volontà di protestare è andata così avanti (e continuerà ad andare avanti, perché si alimenta della rabbia e della frustrazione che l'attuale gestione ci regala continuamente - l'unica garanzia che dà, direi). Abbiamo alle spalle una storia di 126 anni, non è uno scherzo. La Lazio è un patrimonio romano, italiano ed europeo; non posso credere che quell'incapace impettito possa distruggere una storia così antica e così grande (siamo ancora la polisportiva più grande d'Europa? Credo di sì). Sta facendo tantissimo in questa direzione, e lo farà ancora, ma non riuscirà a uccidere una tradizione come la nostra.
Siamo sopravvissuti a tutti quelli che non ci volevano: al fascismo, a quella coltellata vergognosa che è stata la retrocessione dopo il calcioscommesse, al -9. A tutto. (Per non dire delle numerosissime crisi interne, ma vabbè). Qui in gioco c'è la nostra storia, e dal momento che questo incapace la sta mettendo seriamente a repentaglio è normale che si provi tutto per mandarlo via. Non sono affatto convinto che la protesta finirà con il termine della stagione; né che ci stabilizzeremo semplicemente sul fatto dei pochi abbonamenti mentre la Lazio viaggerà verso la fine e noi troveremo altri modi per occupare il tempo una volta destinato alle partite. C'è rabbia e c'è una storia da difendere (ancora, scusate la retorica), non si può mollare. Tutto questo non può essere fine a sé stesso e scoppiare nel nulla come una bolla di sapone. A qualcosa dovrà portare, e le iniziative fin qui condotte hanno già ottenuto il risultato di fargli del male.