Citazione di: WhiteBluesBrother il 04 Mar 2026, 16:02Vedo che non hai colto il punto e il tuo ragionamento appare fallato in partenza quando scrivi che "noi non siamo né potremo essere i salvatori della Lazio" però poi dobbiamo rimanere tutti fuori così lui alla fine cede. O possiamo fare qualcosa o non possiamo fare nulla. Devi deciderti.
Scusa ma se mi rispondi così devo pensare io che tu non abbia capito, oppure che strumentalizzi quello che ho detto per cambiarne il senso.
Quello che ho detto - senza, mi pare, contraddizioni in termini - è che i tifosi non hanno strumenti diretti di intervento per determinare il destino sportivo della Lazio. Pensare, quindi, che non andare allo stadio e non fare gli abbonamenti diventi la leva dirimente tra il fallimento e la gloria è illusorio: la posizione della Lazio sarà, più o meno, congruente con il tipo di investimento che la società deciderà di fare, a prescindere dagli incassi.
Gli incassi, tuttavia, possono essere una leva negli investimenti, in positivo o in negativo.
Io non credo che la diserzione dallo stadio (e magari anche quella dai futuri abbonamenti) possa costringere Lotito a "mollare"; non penso che la vendita della società sia un orizzonte possibile per questo tipo protesta (né per altre). Può però fungere da stimolo verso le scelte di strategia sportiva della società. Se operando come sta facendo i ricavi rimangono stabili (la gente si abbona comunque, i biglietti allo stadio vengono staccati, gli abbonamenti televisivi non diminuiscono), è più difficile che la società - per il modo in cui è stata amministrata fino ad ora - si senta stimolata ad intervenire. I minori incassi delle coppe vengono ammortizzati con tagli lineari al costo della squadra e si va avanti.
Se invece anche le altri fonti di reddito vengono a mancare, è più probabile che questo possa dare uno stimolo alla società per intervenire ad addrizzare la rotta. Si tratta di una valutazione di rischio, certo, perché è perfettamente possibile che si verifichi lo scenario che ipotizzi tu: a minori entrate si faranno corrispondere ulteriori tagli. Esistono però dei punti di caduta che portano ad ipotizzare che ci sia una soglia limite sotto la quale la società non intenda scendere, per meri motivi economici: la Lazio in A prende 60 milioni di ricavi da diritti televisivi, in B la media squadra è di un decimo.
A Lotito una Lazio in B non conviene, proprio per i motivi che citavi tu: correlate, soldi per la famiglia, eccetera eccetera.
Noi siamo già alla soglia di una squadra da 14mo posto. Scendi un altro po' e la soglia diventa quella del non retrocedere. E se scendi lì, il rischio diventa troppo alto se poi significa far saltare tutto il carrozzone.
Quella che con terminologia sprezzante chiami "protesta dal divano" (che poi magari dal divano non è, se la gente come oggi va sotto la curva a tifare) a me sembra invece solo il risultato disperato e definitivo di una interminabile battaglia che, combattuta con i mezzi che a te invece sembrano più efficaci, in 22 anni di presidenza non ha portato letteralmente ad alcun tipo di cambiamento.
È una battaglia contro l'ultimo scoglio possibile, che è quello del disamoramento e dell'abbandono. E in qualche modo lo prelude, cosa su cui la società dovrebbe provare a farsi due conti per vedere se le conviene.
Non fraintendermi, io rispetto la tua posizione e capisco chi come te crede che la scelta del supporto e della contestazione dagli spalti sia quella più giusta da fare. Figurati, capisco pure chi pensa di voler semplicemente andare allo stadio senza immischiarsi con proteste di tifo per potersi godere soltanto la sua passione e il suo passatempo.
Però mi piacerebbe che anche chi la pensa diversamente abbia la stessa empatia verso chi sta facendo una scelta diversa, pensando che sia uno dei pochi modi per provare a fare il bene della Lazio. Anche perché, chi fa così, la Lazio se la leva, e privarsi di qualcosa a cui anche tu dai valore sai che non si fa a cuor leggero.