Il gioco di Sarri secondo me prevede una struttura di base estremamente codificata. Tutti i reparti si devono muovere in modo coordinato e armonico, basta un solo elemento non allineato e la struttura si 'smaglia'. Durante la fase di 'apprendistato' i giocatori sono concentrati ad eseguire lo spartito di base: quelli più scafati tatticamente (Taylor, Guendo..) appaiono come giocatori ordinati, giocando da 6. Quelli meno disciplinati (Nuno, Dele), sembrano semplicemente inadatti al gioco del calcio, sono così assorbiti ad eseguire lo spartito di base che non riescono neanche a stoppare la palla. Ad un certo punto scatta la molla: la linea armonica di base viene eseguita in automatico, senza pensarci, i giocatori iniziano a variare ed improvvisare, mentre il resto della squadra reagisce in maniera naturale. E così Nuno comincia a sgasare, Dele diventa un box to box, etc... Da questo momento in poi, nelle giornate no, vedi comunque una squadra noiosa ma compatta ed ordinata. Secondo me è per questo che Sarri non ama cambiare spesso interpreti e che alcuni giocatori sembrano inizialmente giocatori da oratorio (Dia..). In una squadra di Baroni ad esempio, Nuno, Dele, magari pure Ratkov, iniziano a rendere immediatamente, magari anche con punte di eccellenza. Ma quando le cose iniziano a farsi complicate, la condizione cala o semplicemente nelle giornate no, non trovano la struttura di base a cui poggiarsi. Allenatori come Allegri, Ancellotti, etc.. sono una via di mezzo eccellente tra questi 2 estremi.