La struttura formativa del calcio italiano é invecchiata male male e urge una riforma temporanea, ma che porti benefici.
La C sarebbe perfetta per crescere gli Under21 peró spesso é il regno di volponi, di palla lunga e pedalare, di 30enni che mobbano i ragazzini, di proprietari e allenatori mezzi esaltati, di esperi di categoria. Ci son quelli che in C son fenomeni e in B son bidoni.
Il Calcio giovanile oltre i 18 anni non ha il minimo senso, lo facciamo solo noi e infatti diversi talenti italiani si sono trasferiti in Germania, Inghilterra e Olanda.
Ci sta il difensore dell´atalanta che é andato al BVb....e parliamo del migliore settore giovanile italiano. Ergo il problema é sistematico.
La gavetta in C se poi devi giocare in Champions o Serie A te la dai un pó sui denti. Sicuramente meglio del campionato Primavera peró ecco non basta
Per me, in primo luogo, l´ UNder18 deve essere l´ultima categorie di puro calcio giovanile.
Poi va riformata la serie C. Non é che bisogna imporre i giovani, al contrario, solo due Over30 per squadra(ma anche over28). Poi per me eh...fondamentali
1) Numero massimo di tesserati per squadra (niente 40 giocatori in prestito): massimo 35. Con la seconda squadra sarebbero altri 20 in piú.
[color=var(--input-color)]2) A 18 anni, Contratto da prof. o cartellino in mano all´atleta.[/color]
[color=var(--input-color)]Per una squadra di serie C, facciamo il Barletta. Non ha molto senso per il Barletta far giocare il giovane Farcomeni o Saná Fernandes. Se il Barletta fosse peró proprietario di Saná Fernandes, avrebbe senso per questa societá farlo giocare e se dovesse esplodere potrebbe ricare 7-8 mln o andare in B, etc. [/color]
[color=var(--input-color)]Ció che muore in un terreno, cresce in un altro. [/color]