Citazione di: maumarta il 23 Mar 2026, 10:26Vedo tante erezioni (non qui, in generale) davanti al consolidamento di un ottavo posto che, udite udite, eviterebbe i play off di Coppa Italia.
La cosa per quelli della mia generazione sarebbe anche romantica, ci farebbe sentire più giovani, perché è dagli anni '80 che non giochiamo un turno di Coppa Italia in estate.
Tutto questo malcelato entusiasmo, che potrebbe esplodere davanti ad una epica vittoria con il Parma (meco.j.oni) a pasqua, dimostra come il lavoro psicologico di assuefazione allo squallore comincia a dare i suoi frutti.
Di questo passo i 30 di ammortamento del mutuo per il Flaminio passeranno in allegria.
La verità è che basterebbe tenere duro con la strategia del vuoto e del silenzio assordante almeno fino al 30 settembre.
La prossima settimana ci sarà la prima trimestrale del 2026 che sarà tenuta a galla dal mercato (in uscita) di gennaio.
A fine giugno ci sarà la semestrale e le cicatrici di una diserzione continua e massiccia si cominceranno a notare, ma forse basterà vendere un paio di pezzi buoni per fare un po' di co.j.onella.
Il 30 settembre ci sarà l'ultima trimestrale del 2026 ed i segni di mancati introiti da botteghino (abbonamenti e biglietti) saranno evidenti e daranno la esatta prospettiva per dicembre, e il tutto senza un mercato di mezzo per vendere il vendibile.
Già a quella data ci sarà da prepararsi ad un inevitabile aumento di capitale entro fine anno.
Serviranno minimo 40/50 milioni, minimo sennò nel 2027 ci devi rimettere le mani.
Per una società che ha un capitale in azioni pari a a poco più di 40 milioni significa ridistribuzione delle percentuali ed alta possibilità di scoprirsi ad una eventuale scalata futura...
Forse sto sognando (alla faccia tua sultano) ma le grandi imprese nascono da grandi sogni.
Persone del mestiere come LS sostengono che la Lazio sia molto solida a livello finanziario.
Non rischia crolli né bancarotte, l'unico tema è il rapporto con i tifosi e le aspettative per fare stagioni di livello.
Fintanto che la Lazio rimane in una posizione tranquilla e non rischia problemi di classifica o economici, lui non ha nessun bisogno di mollare o di porsi dei dubbi. La Lazio è sua, e con un po' di fortuna e due operazioni fatte bene magari la riporta anche in Europa in annate alterne.
Onestamente uno che fa della Lazio il suo asset principale a livello di immagine, politico e di sfera di influenza perché dovrebbe rinunciare a questa ribalta assicurata per accontentare i tifosi o per permettere alla squadra di fare un percorso migliore?
L'unica era sperare che la pressione politica esterna lo portasse a decidere di fare un passo indietro; ma mi sembra che si stia riportando molta stampa dalla sua e le uscite di solidarietà delle istituzioni non sembrano casuali. Sottovalutiamo non solo la sua importanza politica, ma anche e soprattutto la sua capacità di resilienza. Se pure la Lazio rimanesse una squadra con 10k persone allo stadio che naviga costantemente tra l'8 e il 10 posto il problema rimarrebbe comunque unicamente di noi tifosi; e ha dimostrato come del "giudizio esterno" gliene freghi poco, dato che continua a rispondere al telefono agli sconosciuti e di fronte all'immagine di uno stadio vuoto durante una semifinale in diretta nazionale ha pensato bene di "rispondere" andando a fare denunce e a millantare complotti mafiosi contro di lui.
A me pare chiaro che non mollerà fino a quando non verrà costretto dalla legge, da un problema grosso finanziario o dall'intervento di qualcuno molto più importante di lui che lo "inviterà" a farlo usando i suoi stessi metodi. La nostra encomiabile e ammirevole compattezza serve a mandare un messaggio disperato di aiuto, ma credo che lo scalfisca molto poco. Anche perché, diciamocelo francamente, una Lazio che torni a essere "Laziotta" con il benestare dei tifosi, qui in città, fa davvero molto comodo. Dispiace solo che molti Laziali ancora non l'abbiano captio, e che si prestino al gioco parlando degli anni '80, dicendo "se poi deve arrivare ferrero o un fondo me tengo Lotito", etc.