Citazione di: guido 59 il Oggi alle 00:22La vergogna di oggi ce la ricorderemo per i prossimi 50 anni.
Alle soglie dei 70 anni dovresti essere in grado di guardare la luna e non il dito, la malattia e non il sintomo.
In questo topic c'è una perla sottovalutata. Una metafora appuntita e disturbante sul padre-marito padrone, che ogni tanto alza anche le mani, e la moglie, derelitta e stanca che alla fine decide di lasciare il tetto coniugale, sommando su di sé le maldicenze e le contumelie per aver "sfasciato la famiglia".
Per una volta i retorici (e spesso fascisti) striscioni della nord hanno colto nel segno. Il tifoso della Lazio chiede dignità e rispetto.
Al momento non godiamo né dell'uno né dell'altro.
La massima carica Laziale, Claudio Lotito, è un'umiliazione galleggiante. Al termine dell'ennesimo derby perso, dell'ennesima stagione anonima, dell'ennesimo campionato finito alle spalle della roma, il Presidente pensa bene di non rilasciare alcuna dichiarazione: molto meglio una pennichella in mondo visione circondato da starlette della politica.
Dov'è la dignità? Dove sono decoro, disciplina e onore?
Dov'è il rispetto che Claudio Lotito deve a chi, a tutti gli effetti, mantiene viva la fiammella in pericolo della vita della Lazio con i propri soldi (il Presidente è prenditore e magnager, secondo i suoi stessi parametri), la passione e l'amore?
Ma questi sono temi astratti, lo sappiamo.
Di fronte agli acquisti di Mbappé e Olise probabilmente dimenticheremmo l'inquietante e avvilente abitudine di addormentarsi in luoghi pubblici, l'involontaria imitazione del Marchese del Grillo, la (legale) distrazione di fondi dalle casse della SS Lazio.
Ma noi siamo al centro della tempesta perfetta.
Il Presidente dichiara urbi et orbi che la Lazio è roba sua, ne fa ciò che vuole.
Mi ricorda la dolorosa storia di quel barbonicino gettato da un balcone in un qualche quartiere periferico di questa grigia città, perché il padrone non lo voleva più. Sopravvissuto alla caduta il barbonicino ha subito l'eutanasia.
Quella era la volontà del padrone.
La Lazio-barboncino è prossima alla morte cerebrale.
Lotito non è in grado di portarla nei quartieri alti, né di mantenerla alle soglie della Conference in realtà. Nuovi competitor si affacciano, con più soldi e più idee. I vecchi competitor hanno fatto il salto, diventando de facto irraggiungibili.
La roma, dopo anni di purgatorio, imbrocca gli investimenti giusti, dando ragione a chi pensa che metterci i soldi sia fondamentale, che avere un patrimonio a cui attingere permette di assorbire gli errori e ricominciare.
Adesso vanno in CL con una proprietà solidissima e facoltosa alle spalle: ecco qui il solco che la presidenza Lotito non può colmare.
Il resto è una giaculatoria che ognuno conosce a memoria.
Cosa fare per evitare la scomparsa della Lazio?
Scommettere.
Scommettere su un antidoto potente, che potrebbe salvare o uccidere il paziente.
Un paziente che è un barboncino comunque destinato alla morte, se nessuno fa nulla.
Adesso la palla è nelle mani di Claudio Lotito.
Mettesse la Lazio in vendita, desse mandato a Goldman Sachs di cercare un acquirente.
Basta questo e torneremo tutti.