Citazione di: Paladino68 il Ieri alle 23:24Io non se mi abbonerò, ma so che questo muro contro muro fra Lotito e la tifoseria avrà una sola vittima: La Lazio.
Oggi mio fratello romanista mi ha fatto notare che si vedeva lontano in chilometro che la squadra in campo era mentalmente confusa. Per loro (i romanisti) non ha avuto il sapore di un derby, per che la Lazio intesa come unicum di tifoseria e squadra oggi non era in campo.
Giocare un derby senza tifosi ha fatto mancare le motivazioni ai giocatori e se senza tifo la situazione proseguirà in una spirale pericolosa. Inutile dire che i giocatori sono professionisti. Parliamo di calciatori non di medici che salvano la vita ed il loro è un mestiere emozionale.
Per far male a Lotito abbiamo implicitamente scelto di far male alla squadra. Le stiamo togliendo piano piano l'ossigeno per cercare di toglierlo a lui.
Abbiamo preso un percorso altamente rischioso. Dobbiamo trovare nuove forme di protesta civile, ma iniziare a pensare di tornare allo stadio, altrimenti questo diventerà un percorso puramente di autolesionismo.
Per me oggi la squadra non ha giocato male.
Si è impegnata, e ti dico pure che la rissa nel secondo tempo è stata una grande novità visto che di solito siamo agnellini.
Quello che è sembrato un po' imbarazzante, al di là del clima e degli errori di impostazione di Sarri, è proprio il vorrei ma non posso che si evidenzia da quasi tutto l'anno.
Oggi poi con la chicca del terzo portiere, infortunato anche lui se non lo si sa perché sta facendo una terapia conservativa ma ha dei problemi fisici abbastanza grossi, inconsciamente forse è stata minata pure la sicurezza dell'unico reparto che bene o male funzionava, sicuramente più dell'attacco che definisco statico per non offendere sostituendo una vocale.
La mancanza dei tifosi oggi è stata totalmente irrilevante ai fini del risultato, così come la presenza in massa in finale non è servita ad evitare i due errori grossolani che ci hanno condannati.
L'aspetto ambientale, per renderlo efficace, va coltivato, costruito e misurato su un percorso e su un'identità. Si è preferito sfondarlo, sacrificandolo sull'altare della presunzione e delle posizioni di principio, forse perché si è capito che il muro contro muro in realtà alla fine fa male solo a noi tifosi.
Che non sappiamo più cosa fare per mostrare a chi ci tiene in ostaggio che vogliamo qualcosa di diverso, per tornare ad essere un corpo unico anche con una squadra magari non fortissima, ma costruita e raccontata in maniera totalmente diversa da oggi.
E' brutto abbandonare la propria squadra, ma è ancora più brutto fare di tutto per renderla un'emanazione del suo padrone, che se ne frega di quello che dovrebbe provare ad essere e preferisce imporre quello che è.