Per precisare il senso di quello che volevo dire con il mio post niente di meglio che un post su FB che m'è capitato sul filo (a volte gli algoritmi fanno giri strani...). Di un idiota.

Ecco, esattamente, ieri Cobolli a Zverev je voleva fa il cucchiaio. Nel terzo set, invece di spingere Zverev nel baratro dove stava cadendo, giocando con intelligenza, con ritmo e senza forzare, ha pensato "mo je faccio er cucchiaio", perché un romanista deve fa er
cucchiaio. Perché è sufficientemente [...] per pensare che i vincenti, i campioni fanno i
cucchiai. Perché i romanisti fanno i
cucchiai.
Il problema è che, in genere, gli finisce su per il culo. Perché c'è sempre un Wiltord che all'ultimo secondo mentre tu pensi a che bel cucchiaio hai fatto corre veloce verso la porta e tira secco all'angolo. Perché i Maradona, i Crujiff, ma anche i Duplantis, le Brignone, i Mennea, col cazzo che hanno mai fatto i cucchiai. Il cucchiaio è la negazione dello sport. E' l'irrisione dell'avversario, è il gesto inutile per l'inutilità, è la fioritura barocca messa a cazzo in una cantina destinata a conservare il vino. Julio Velasco, uno che di vittorie se ne intende, dice sempre che "bisogna saper giocare male". Altro che cucchiaio.