Il mondo è cambiato rispetto a vent'anni fa. Il pubblico è impaziente e polarizzato, la situazione in casa Lazio è tesa e non si perdona più nulla.
Greco si giocava la carriera, sopratutto fra i più giovani che negli anni della prima grande toppata andavano alle elementari.
Nel mondo del payforclick, degli abbonamenti, con una cosa del genere ti giochi tutto.
La lettera potrebbe essere stata scritta la settimana o il mese scorso, per quanto ne sappiamo, così come ieri sera dopo cena.
Vanno però notate alcune cose.
Anzitutto uno strano, irreale, silenzio.
La prima stranezza, è che la società ci ha abituati a pronte smentite, sia ai post di un insider qualunque, sia, sopratutto, alle oscillazioni in borsa.
Quando, qualche mese fa, il titolo Lazio schizzò obbligando la borsa a chiudere le quotazioni per eccesso di rialzo, la società non perse tempo a specificare che fossero solo illazioni. Ieri, il titolo Lazio è esploso, letteralmente, e le voci di una cessione si rincorrevano non solo dagli insider senza volto, ma anche da addetti ai lavori (Greco e Pulici, solo per dirne due) con volti, nomi e cognomi.
Il silenzio della società è oggettivamente strano.
Ci sono poi le voci sulla Reggina, confermate da Pedullà e rimbalzate sulle principali testate.
Ma sopratutto, c'è questo strano silenzio tombale.
Dopo le annate fallimentari, di solito vedevamo un Lotito combattivo, che dava la colpa agli arbitri e al mondo calcio. Stavolta, zero. Fabiani e Floridi sono spariti da settimane, Sarri si è dimesso ma non è stato annunciato dalla Dea.
Gattuso pare tutto fatto, ma anche lì: silenzio.
Non lo so, ragazzi.
Qualcosa potrebbe esserci.
Sono scettico anche io, sia chiaro.
Ma che non si possa proseguire in questo clima e con questi presupposti, Lotito se fino a ieri non lo capiva, oggi lo sa.