Lazio, corteo anti Lotito: Bisignani sponsor. La raccolta fondi porta all'uomo dei Senese
di Vincenzo Bisbiglia "Mi diverto solo se, solo se muore Lotito... come muore non importa, lo vogliamo a Prima Porta". Il coro – "goliardico" dicono loro – che augura la dipartita al presidente della Lazio, Claudio Lotito, risuona per Ponte Milvio, a due passi dallo Stadio Olimpico, tra bomboni e fumogeni. Lo cantano uomini, donne, anziani e pure i bambini. Proprio i più piccoli, pochi minuti prima, erano incantati ad ammirare Olimpia, l'aquila "originale" in spalla all'inseparabile Juan Bernabé, l'ex falconiere spagnolo idolo della Curva Nord, perdonato dal patron-senatore per i saluti romani a bordo campo, ma cacciato quando pubblicò sui social un'immagine della sua protesi al pene.
Circa 10 mila supporter laziali ieri pomeriggio si sono radunati per l'ennesimo pomeriggio di protesta contro il senatore di Forza Italia. Convocata nel giorno del 60° compleanno di Fabrizio Piscitelli, detto "Diabolik", il capo ultrà ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti. La chiamata a raccolta è arrivata dai canali ufficiali degli ex Irriducibili, rilanciata pure dalle colonne de
Il Tempo da Luigi Bisignani, l'ex facilitatore oggi opinionista del quotidiano del deputato leghista Antonio Angelucci. Una protesta di popolo, quella dei sostenitori biancocelesti, condivisa, trasversale e giustificata dai risultati mediocri ottenuti negli ultimi anni dalla loro squadra del cuore. "Se andiamo in Serie B non mi importa, basta che Lotito se ne va", dice uno dei tifosi, mentre nel corteo compare il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Ci sono però delle zone d'ombra su cui gli investigatori lavorano. Sui profili social vicini al tifo organizzato, insieme alla "convocazione" del corteo, sono apparsi gli estremi di una raccolta fondi. In particolare l'iban indicato per i bonifici porta alla Noi Oltre 365 srl, società intestata a due donne residenti nello stesso indirizzo: Francesca Teodoli e Alessia Abramo (entrambe incensurate). Quest'ultima è la figlia di Ettore Abramo detto "Pluto", uno dei più importanti narcotrafficanti romani e storico braccio destro di Piscitelli. Abramo, oggi in carcere per la condanna definitiva nell'inchiesta "Grande Raccordo Criminale" – era indagato anche Diabolik – è considerato dagli investigatori intraneo al clan Senese sin dal 2011, quando insieme al boss Michele "O' Pazzo" era il principale indagato nell'operazione "Alba Tulipano". Molto più recentemente, il 7 aprile 2026 Abramo senior è stato colpito da un sequestro antimafia per 1 milione di euro insieme ad Angelo Senese, fratello di Michele. Non solo. La stessa Procura di Roma, in altra inchiesta lo accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione per fatti del 2023, con l'aggravante mafiosa per aver cercato di permettere al clan camorristico Di Lauro di rientrare della somma di 200mila euro.
Da mesi gli investigatori lavorano sulla protesta anti Lotito. Sempre a marzo i carabinieri hanno sequestrato una tipografia clandestina ai Castelli Romani. Mentre gli ultras biancocelesti minacciano di non votare più né Forza Italia né la coalizione di centrodestra. Vannacci ringrazia.
Direi davvero fuffa per buttare un po di mer.da addosso a qualcuno generalizzando e strumentalizzando con episodi che non hanno nulla a che vedere con la manifestazione di ieri. Pessima operazione del fatto stavolta