Luglio è per me il mese più impegnativo dell'anno dal punto di vista lavorativo, per cui non posso dedicarmi se non in maniera saltuaria e irregolare all'ascolto di Lazio Style Radio.
Eppure è importante, mi aiuta ad annusare l'aria, capire che cosa accadrà.
Non che i conduttori conoscano nel dettaglio la strategia societaria: si accodano agli eventi in formazione ordinata e compatta, piegando realtà e logica a interpretazioni grottesche purché siano favorevoli al Presidente Lotito.
In questi mesi ho ascoltato voli pindarici e salti logici da far impallidire il circo Togni: dal dialetticamente disarticolato Cesarini, all'ineffabile Ditta con la sua pletora di aggettivi spesso preposti al soggetto, con interminabili incise ed un vocabolario che nel contesto dato appare esorbitante. Certo lo è in confronto a quello di Cesarini, che pare far interagire le proprie corde vocali con una settantina scarsa di lemmi: in pratica un delfino, ma non il più sveglio della cucciolata.
Poi c'è Parisi, con le sue aperture logorroiche e avviluppate, in cui cerca di soffocare la propria coscienza e deontologia che ogni tanto fanno timido capolino, prontamente riportati dietro la nebbia di tanto dire e di così poco senso.
La linea editoriale è un coltellino svizzero, tante funzioni con il solo fine dell'utilità del padrone. Nel caso di LSR, Claudio Lotito.
Iacobini è solo la più aberrante per eloquio, una mancanza che ispessisce il contorno di quello che va detto, piuttosto che dissimularlo.
Si dividono la colpa della situazione i cattivissimi e sciocchi tifosi, turlupinati da interessi superiori di menti affilatissime contrarie all'eccellente senatore, e Maurizio Sarri.
Il nuovo refrain di Cesarini è "guarda la Francia, tirano sempre, noi facevamo tantissimi passaggetti, tornavamo indietro".
Capito sì? Il Sacro Graal è al contempo l'uovo di Colombo: occorreva affidarsi alle doti balistiche di... già, di chi? Vabbè è uguale: bisogna tirare da fuori. È la cura Di Bella per l'attacco asfittico.
Maurizio Sarri ha poi la colpa di non aver valorizzato Ratkov, autore, per il fedelissimo Giancarlo da Firenze, di due gol. Il fatto che non li abbia segnati è irrilevante, per il nostro amico toscano è come se lo avesse fatti e tanto basta.
E comunque, secondo Cesarini, avremmo potuto fare come la Norvegia con Haaland, data la stazza del nostro.