Citazione di: Slasher89 il 08 Ago 2026, 10:02Rispetto la tua posizione ma dici alcune inesattezze.
Questa è la prima volta, storicamente, che il 90% dei tifosi prende una decisione del genere.
Oltre a smentire per l'ennesima volta affermazioni assurde come quelle di Fulmineblu, vorrei rimarcare come i tifosi della Lazio siano SEMPRE stati accanto alla squadra, anche con proprietà più povere e in difficoltà di quella attuale.
Chi si pone da 22 anni in maniera provocatoria e denigratoria verso i tifosi è Claudio Lotito, chi permette di speculare sulla Lazio è Claudio Lotito, se la società è vulnerabile è colpa di Claudio Lotito.
Ricordo, di nuovo e per l'ennesima volta, che l'anno scorso, nonostante il mercato bloccato, i Laziali si sono abbonati in 30k facendo segnare uno dei migliori risultati nella storia dell'attuale gestione e l'ambiente compatto che, a ragione, stai invocando deve essere costruito dalla società.
Continuare ad libitum con i sipperò sui tifosi rifocilla la narrazione lotitiana secondo la quale c'è qualcuno che vuole costringere il presidente a vendere e quindi bisogna fargli da scudo anche se può risultare antipatico.
Rispetto anche io la tua posizione, ma secondo me stai spostando il discorso.
Che i tifosi della Lazio siano stati storicamente vicini alla squadra non l'ho mai negato. Anzi, è proprio per questo che considero ancora più grave ciò che sta accadendo oggi. Il fatto che sia la prima volta che una percentuale così ampia della tifoseria prende una decisione del genere non elimina la responsabilità di quella decisione: semmai ne aumenta il peso.
Possiamo attribuire a Lotito tutte le responsabilità che vuoi nei rapporti con la tifoseria, nella comunicazione, nella gestione della società e nella frattura che si è creata in questi 22 anni. Ma le responsabilità di Lotito non cancellano automaticamente quelle dei tifosi.
Dire "è colpa di Lotito se siamo arrivati a questo punto" può spiegare la protesta, ma non rende ogni forma di protesta automaticamente giusta o priva di conseguenze.
E sui 30.000 abbonati c'è un particolare importante: quei 30.000 arrivarono nonostante gli appelli iniziali della Curva a non abbonarsi. Solo quando fu evidente che tantissimi laziali avevano deciso comunque di sottoscrivere l'abbonamento, la strategia cambiò nel "ci abboniamo e lo contestiamo allo stadio". Ma inizialmente l'indicazione era quella di non abbonarsi.
Quindi quei 30.000 abbonamenti, più che dimostrare la compattezza della protesta, dimostrano che una parte enorme della tifoseria scelse comunque di mettere la Lazio davanti allo scontro con Lotito.
C'è poi un'altra narrazione che secondo me andrebbe ridimensionata: quella secondo cui "Lotito ce l'ha con i tifosi della Lazio". Con tutti? Io, per esempio, sono un tifoso della Lazio e non mi sento affatto chiamato in causa. E come me ce ne sono moltissimi. Se Lotito ha avuto e ha uno scontro con una determinata parte della tifoseria, diciamo questo. Ma quella parte non può automaticamente attribuirsi la rappresentanza dell'intero popolo laziale e parlare a nome di tutti.
Personalmente, poi, ho anche un'altra impressione: ritengo che l'inasprimento dello scontro sia avvenuto in maniera significativa in concomitanza con il progetto Flaminio. Non sto affermando che esista necessariamente un rapporto di causa-effetto, ma la coincidenza temporale per me merita almeno una riflessione. E, da uomini di mondo, sappiamo bene che quando intorno a un progetto cominciano a muoversi interessi economici importanti, inevitabilmente aumentano anche attenzioni, pressioni e appetiti. Dove girano molti soldi, gli "squali" tendono sempre ad avvicinarsi. Questo non significa accusare qualcuno in particolare, ma sarebbe ingenuo pensare che intorno a un'operazione di quella portata esistano soltanto dinamiche sportive e sentimentali.
Mi dici poi che l'ambiente compatto deve costruirlo la società. Certamente la società ha una responsabilità enorme nel farlo. Ma un ambiente non è composto soltanto dal presidente: è fatto anche da tifosi, giocatori, allenatore, stampa e da tutto ciò che ruota attorno alla squadra. Se una componente decide consapevolmente di esasperare lo scontro, non può poi sostenere di non avere alcuna responsabilità nelle conseguenze.
E soprattutto respingo l'idea che criticare alcune scelte della tifoseria significhi "fare da scudo a Lotito". È proprio questo modo di ragionare che considero sbagliato: o sei contro Lotito senza condizioni oppure sei lotitiano. No. Io posso considerare Lotito responsabile di moltissimi problemi della Lazio e, contemporaneamente, ritenere sbagliato danneggiare la Lazio per combattere Lotito.
Per me il punto resta semplicissimo: Lotito passerà, come passano tutti i presidenti. La Lazio resta.
E se per combattere Lotito si è arrivati a lasciare sola la Lazio, non basta dire che l'obiettivo era il presidente. Le intenzioni possono essere state quelle, ma il danno ricade sulla squadra.
È questa la responsabilità che contesto: non quella di essere contro Lotito, ma di aver oltrepassato il confine tra contestare il presidente e far pagare quella contestazione alla Lazio.