Citazione di: Kalle il 24 Mag 2010, 14:51
Allora qualcosa prima si potrà fare. Difficilmente, però, prima che la Lega Calcio abbia ufficializzato come verranno divisi i proventi tv.
MILANO, 30 ottobre 2007 -
L'assemblea di serie A della Lega Calcio ha approvato il criterio di ripartizione dei diritti televisivi, a partire dal 2010.
"I presidenti hanno dimostrato un grande senso di responsabilità, non è stato facile, i nostri suggerimenti sono stati ripresi e questa soluzione rafforza tutto il calcio italiano". Lo ha dichiarato il presidente della Lega, Antonio Matarrese, nella conferenza stampa al termine della lunghissima Assemblea di Lega che ha sancito l'accordo sulla ripartizione delle risorse derivanti dalla vendita dei diritti tv tra i club di A e di B:
il 40% sarà diviso in parti uguali, il 30% in base alla storia dei club ed il restante 30% in base al bacino d'utenza. Unica assente la Fiorentina, questa soluzione ha trovato d'accordo 15 squadre su 19 (hanno votato contro il provvedimenti Atalanta, Siena, Palermo e Cagliari). "Questa è una tappa non un traguardo", ha dichiarato ancora Matarrese, che ha subito avvisato della fumata bianca il ministro Melandri ed il sottosegretario Lolli.
Il concetto più esemplicativo del 'cambiamento epocale' è nella riduzione della forbice tra ricchi e poveri che poi significa possibilità di competere. Se prima tra i 'Paperoni' (Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli) e i 'paperini' il rapporto dei guadagni per questo cespite (che è il 60% di tutto quello che si può incassare col calcio) era di 7 a 1, dal 2010 sarà di 4 a 1.
I CRITERI - La soluzione adottata tiene conto della divisione del totale dei proventi derivanti dalla vendita dei diritti tv (al netto del 10% che la legge Melandri-Gentiloni destina alla cosiddetta mutualità generale di sistema) in tre 'fette' che valgono rispettivamente il 40, il 30 e il 30 per cento. La tranche del 40% sarà divisa in parti uguali tra le 20 società di serie A.
La seconda si riferisce al bacino di utenza e sarà calcolata a sua volta in due modi:
il 25% sarà assegnato considerando il numero dei tifosi di ciascuna squadra, così come sarà determinato da indagini demoscopiche che la Lega commissionerà a tre diversi istituti di ricerca statistica*. La media che ne deriva sarà rivisitata ogni tre anni.
Il residuo 5% di questa fetta sarà distribuito tenendo conto della popolazione delle città. SI PARTE NEL 2010 -
Infine la terza parte dei proventi terrà conto dei risultati sportivi. Anche in questo caso si è optato per una divisione in tre sottocategorie: vale il 5% la classifica dell'anno in corso (sarà quella finale del campionato 2010-2011) con il coefficiente calcolato in base al "modello inglese" da 20 per la prima a 1 per l'ultima classificata. Il 15% terrà conto della classifica dei cinque anni precedenti e l'ultimo 10% della cosiddetta "tradizione sportiva". *: I DATI Ovviamente, le indagini di questo tipo già ci sono e vengono riprodotte annualmente: su richiesta dei network televisivi, degli sponsor, ma anche di quei club che vogliono monitorare (molto attivi, in questo, Milan e Juve) i propri tifosi per fidelizzare quelli già esistenti e per catturarne di nuovi lavorando sui più piccoli (anche qui: Milan, Juve e Inter non lasciano nulla di intentato, dai gadget ai campus). La tabella che pubblichiamo in basso, ad esempio, è il "Monitor calcio" annuale che da 10 anni realizza la
Customized Research & Analysis di Milano. E' relativa alla scorsa stagione e, per questo, va riparametrata su alcuni variabili, come i buoni risultati del Genoa e la crisi del Torino. Una tabella che certifica l'impennata del Napoli passato in quattro anni dalla serie C alle soglie della Champions. Un'altro aspetto da tenere in considerazione è che quei dati riguardano solo i tifosi "caldi", mentre se si prendono in considerazione anche i semplici simpatizzanti, la Juventus vola a 13 milioni, il Milan e l'Inter a 7 e il Napoli addirittura a 4. Un'altra indagine che circola è quella elaborata dalla
Nielsen, nel luglio del 2008, che grossomodo mantiene le posizioni di vertice ma che è più "generosa" con Fiorentina, Lazio, Palermo e soprattutto Genoa. che arriverebbe addirittura a un milione di tifosi Senza dimenticare che, all'interno di quei dati assoluti, ci sono mille sfumature: una distinzione che può portare a interessanti variazioni è quella tra squadra del cuore e "squadra simpatica". La promozione in A di Palermo e Napoli e la loro progressiva crescita, per esempio, ha fatto sì che alcuni tifosi di quelle squadre abbiano abbandonato i club di riferimento stranieri (Juventu e Milan soprattutto) nella pratica quotidiana del tifo.
LE MODIFICHE Insomma, la questione del bacino d'utenza è un ginepraio che piace poco o niente ai club che, così, continuano a coltivare l'idea di cambiare la legge. Che, del resto, prevede la possibilità di venire modificata, dopo la prima applicazione. L'assemblea di serie A può cambiare i criteri con 15 voti su 20. L'obiettivo delle piccole, che cercheranno di convincere le medie per mettere così in minoranza Milan, Inter e Juventus, è quella di allineare l'Italia al tanto agognato modello inglese. L'idea è quella di portare al 50% la distribuzione in parti uguali dei diritti tv e abbassare al 25% quelle in base ai bacini d'utenza e ai risultati sportivi, riducendo per quanto riguarda questi ultimi, o annullando del tutto, la componente "storica", che favorisce le grandi, a favore della classifica del solo ultimo campionato. La tabella che simula la distribuzione delle risorse secondo le regole attuali dimostra che la nuova legge non penalizza poi troppo le grandi, anche perché la vendita collettiva incrementa il totale delle risorse. Le medie società invece vedono crescere i loro proventi un po'meno delle piccole, che avrebbero da guadagnare dall'aumento della percentuale egualitaria. Il criterio del merito, invece, è stato decisivo per dirimere le questioni dei diritti "extra tv": merchandising, diritti cartacei e quantaltro verrà incassato dallo sfruttamento del marchio della serie A.
LA SQUADRA DEL CUORE NEL 2008-2009 (Customized Research & Analysis )
Juventus 9.960.000
Inter 5.114.000
Milan 4.968.000
Napoli 2.755.000
Roma 1.840.000
Fiorentina 1.094.000
Torino 908.000
Cagliari 816.000
Lazio 714.000
Palermo 519.000
Udinese 413.000
Bologna 320.000
Lecce 320.000
Reggina 243.000
Sampdoria 240.000
Genoa 230.000
Atalanta 210.000
Altre squadre 1.814.000
Nessuna 9.770.000
Base: parco potenziale = 42.248.000 > 6 anni
Fonte: Tuttosport - 31 marzo 2010