Scusate se rientro in topic

DA Dagospia:
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-24154.htmGIALLO-ROSSO AMERICANO: ADESSO SI APPRENDE CHE LA FIRMA DI TOM DIBENEDETTO DOVREBBE AVVENIRE A BOSTON IL 15 APRILE E NON SI CAPISCE DAVVERO LA RAGIONE PER CUI I VERTICI DI UNICREDIT DEBBANO TORNARE IN AMERICA PER IL CLOSING DELL'OPERAZIONE
Lo zio Tom non è scappato.
La notizia diffusa ieri che Tom Dibenedetto fosse salito su un aereo per tornarsene a Boston rompendo la trattativa con Unicredit per l'acquisto della Roma, si è rivelata falsa anche se ha provocato il crollo in Borsa del titolo della squadra capitolina.
La cronaca de "Il Messaggero" lo descrive alle prese con un giro turistico per la città inseguito dai motorini dei fotografi e con l'aria paciosa di un uomo felice. Nella giornata di ieri ha avuto il tempo di incontrare l'ambasciatore statunitense David Thorne e il cardinale Francis Law, l'ex-arcivescovo di Boston che nel 2002 si è dimesso dopo il clamoroso scandalo dei preti pedofili in America.
Nel tour romano lo zio Tom pare che non abbia avuto il coraggio di infilare la mano nella Bocca della Verità, il mascherone di marmo dove i turisti mettono alla prova la sincerità. E non poteva davvero farlo dopo le ombre che sono calate su questa bizzarra trattativa che non è certo un capolavoro di trasparenza.
Adesso si apprende che la firma dovrebbe avvenire a Boston il 15 aprile e non si capisce davvero la ragione per cui i vertici di Unicredit guidati da Paolo Fiorentino e Piergiorgio Peluso debbano tornare in America per il closing dell'operazione. I due top manager (il primo napoletano e il secondo romano) in America erano volati alla fine di gennaio per chiudere l'operazione, e tutto faceva pensare che dietro lo zio Tom e i suoi misteriosi soci ci fossero palate di milioni.
Adesso salta fuori che il bostoniano ha ottenuto uno sconto da Unicredit di altri 10 milioni sul prezzo pattuito, facendo leva probabilmente su qualche capitolo oscuro nel bilancio della Roma. Questo regalino è comprensibile perchè rientra nella logica di una trattativa finale che vede la banca di piazza Cordusio protesa a togliersi il pallone dalle palle. Ciò che desta invece enorme stupore e grandi sospetti è che fino a questo momento il paffuto Dibenedetto non abbia ancora messo sul tavolo i quattrini e le garanzie.
Ora si dà il caso che in Italia a qualsiasi disgraziato che chiede un fido di 20mila euro in qualsiasi banca viene chiesto di dare in garanzia lo stipendio, il motorino, la moglie, e se ce l'ha, anche l'amante. Per lo zio Tom Unicredit ha fatto una stupefacente eccezione chiedendogli di fornire la prova che dentro le tasche ha i requisiti e i quattrini necessari. In questo scenario la città è divisa: il sindaco dalle scarpe ortopediche Gianni Alemanno auspica che il Natale di Roma da celebrare il 21 aprile porti il bambinello nuovo a Trigoria, mentre i tassisti che seguono le radio delle emittenti sportive, parlano senza mezzi termini di una "sola".
Ecco, quest'ultimo passaggio mi preoccupa:
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i tassisti che seguono le radio delle emittenti sportive, parlano senza mezzi termini di una "sola"
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SE NE STANNO ACCORGENDO ????