dopo le pizze in faccia (non solo metaforiche) di de laurentis, a proposito dei diritti tv, e quelle di nicchi, s'è capita una cosa: il tentativo lobbistico di questi ultimi anni non ha ancora raggiunto il suo scopo.
lotito ha cercato di autoaccreditarsi in figc in qualsiasi maniera, ha lavorato duramente per farlo, ha cercato di costruirsi uno spessore, una riconoscibilità, un rispetto che invece, a quanto pare, né presidenti, né lega gli riconoscono ancora.
ad altre squadre basta appena alzare la voce, ed ecco che gli arbitraggi, almeno per quanto riguarda gli atteggiamenti generali, e non soltanto i singoli episodi, cambiano radicalmente.
alla Lazio manco per niente: il paesaggio evocato da lotito (per la Lazio non c'è compensazione) è abbastanza palese, le conduzioni di gara sono sempre molto intimidatorie nei nostri confronti, senza scomodare gli episodi più o meno eclatanti che ci sono capitati durante l'anno. e la cartolina che lo illustra perfettamente sono i 2 rigori concessi (e 6 contro) a fronte dei 7 e 9 delle altre concorrenti per i posti CL.
per questo lotito oggi alza la voce a mezzo stampa: ha capito che esistono lobbies più potenti della sua, che concorrono per togliere a lui (e alla Lazio) quello che il campo teoricamente stava finora sancendo.
una di questa, quella più pericolosa allo stato attuale, sta dall'altra parte del tevere.
ma anche quella partenopea, evidentemente, sta facendo passi da gigante, quelli che lotito evidentemente non riesce a fare.
le dichiarazioni su riportate istintivamente mi fanno piacere, soprattutto quando parla di napoli soccer.
ma evidentemente indicano un'oggettiva debolezza, rispetto ai concorrenti per le fette di torta più grandi.
proprio perché sembrano davvero l'estremo tentativo: lotito reclama un posto a tavola tra i grandi, e lo fa tramite la Lazio. così come, del resto, tutti i presidenti in Italia cercano di autoaccreditarsi tramite la loro squadra.
lotito pensa giustamente che dopo sei anni sia arrivato il suo momento. lotito ha dalla sua un paio di carte importanti: la prima, quella del debito societario pregresso. la Lazio non è fallita, al contrario di tutte le altre.
a lotito giustamente rode il culo di vedere concorrenti diretti come de laurentis, battere di cassa dopo aver preso la scorciatoia del fallimento, o come la roma, una squadra che come sappiamo ha vissuto gli ultimi anni al di sopra delle sue possibilità ed attualmente attaccata a un respiratore rappresentato da una lobby finanziaria affaristica facente capo a unicredit.
fino ad ora ha cercato di far valere questa carta ma in maniera discreta, solo nel segreto delle stanze... tentativo apparentemente fallito, si spiega solo così il fatto che oggi, con un colpo di scena, la scoperchia e la mostra al mondo intero.
l'altra è il fair play finanziario: la sua Lazio potrebbe essere una delle poche, o pochissime squadre italiane a ottenere il passaporto europeo, se Platini finalmente l'avrà vinta e le sue regole diventeranno davvero vincolanti.
ma allo stato attuale, quello del fair play finanziario è ancora uno scenario irrealistico, in quanto farebbe fuori tutta la premier league, per come sono strutturate ora le squadre inglesi, e ciò per l'uefa sarebbe come automutilarsi di uno dei suoi organi vitali.
due carte, che rappresentano argomenti già arcinoti al pubblico Laziale. per questo, il fatto di averle girate e mostrate al resto del mondo in maniera così plateale, secondo me dimostra una certa debolezza, che vuol dire una non ancora consolidata riconoscibilità all'interno delle stanze dei bottoni del calcio italiano.
vedremo cosa accadrà da qui a breve, e la cartina tornasole più importante l'avremo in queste ultime giornate di campionato.