Non so se esistono.
Esistono i coccodrilli albini, esistono foto dello yeti, magari esistono pure loro.
Io non ne conosco, ma ne sento parlare.
Se esistete, palesatevi, e spiegatemi come ci si sente a vincere quando non si gioca a armi pari.
Il gusto atavico della competizione fa parte dell'uomo da tempo immemore.
Si da' tutto, si lotta, si suda, alla fine si e' prostrati.
Se si perde si e' tristi, ci si lecca le ferite, si analizzano le cause, si cerca di migliorare.
Se si vince si prova quell'ebbrezza unica, quel momento di imbattibilita' quasi divina, quella gioia mista a orgoglio di essere noi, di essere in cima, di aver scalato la montagna.
Tutte dinamiche biologiche, che fanno parte di noi come animali.
Tutto cio' deve, immagino, essere alterato nel momento in cui ci si rende conto del fatto che c'e' qualcuno, fra gli spettatori, che ha in mente un risultato finale, una classifica, che gli converrebbe piu' di un'altra. E lavora perche' questo si avveri (riuscirci o no poi dipende da un numero di cose).
Come ci si sente? Se esistete, iscrivetevi e spiegatemelo.
Io pero' temo di conoscere la risposta, nel caso uno di voi avesse davvero la lucidita' e la coscienza di essere d'accordo con la premessa del topic.
E la risposta dipende da quanto Totti rappresenti il romanista.
Totti gode di questo sistema, e ne approfitta all'estremo.
Totti ha gia' deciso (inconsciamente, come il 99% delle sue "decisioni") che va bene cosi'. Quando si butta in un rantolo terrificante, quando sfancula impunemente, quando spinge, colpisce, cammina sopra agli avversari, sputa, tutto il campionario, Totti sa che sta utilizzando la sua corsia preferenziale e la sfruttera' fino all'ultimo dei giorni per il suo vantaggio personale. Oggi per commentare il cucchiaio ha detto "volevo provare che posso fare tutto quello che voglio". Questa frase e' esemplare. Totti PUO' fare tutto quello che vuole, e' provato. E se il cucchiaio glielo pari, ti colpisce per fartela pagare. Come osi opporti al disegno divino? A noi tutto e' dovuto, noi siamo noi.
Siete anche voi cosi'? Anche voi non avete mai, neanche in un momento, al buio, prima di addormentarvi, un fremito di dubbio, un sussulto di coscienza, un attimo di solidarieta' per chi e' vittima di questa decisione di favorire il meraviglioso popolo e tutti quelli che ci mangiano intorno? Quando vedete in TV i commentatori fare il sorrisetto, ma poi innalzarsi a moralizzatori quando si tratta di altri (cito Nicchi, per esempio, ma sono tutti cosi'); quando leggete gli articoli (il rigore non sarebbe stato uno scandalo) che fanno fatica a trovare il coraggio per dire che avete rubato; quando leggete di puncicate, per limitare l'effetto pubblicitario negativo che verrebbe con l'ammettere quanto le vostre porcate siano nascoste sotto il tappeto. Vi viene questo dubbio?
Fatece sape' si tratta di capire se c'e' speranza nell'universo.
Magno tranquillo?