27-2-2011
DI CANIO: LAZIO, SENZA QUALITA' NON ANDRAI LONTANO!
L'ex attaccante della Lazio Paolo Di Canio, ospite negli studi di Mediaset per il consueto post-partita settimanale, in compagnia di Giovanni Galli e Maurizio Pistocchi, ha analizzato in sede di commento la sconfitta di Cagliari addebitandola alla scarsa qualità in fase di proposizione e rifinitura dell'azione offensiva. "La Lazio accompagna le azioni d'attacco con Sculli e Gonzales (con chiaro riferimento all'inadeguatezza tecnica dei due) per un attaccante (Kozak) che è ben lontano dall'essere il nuovo Chinaglia, fin quà autore unicamente di qualche gol in mischia. Lo stesso Hernanes, in versione esterna, è un giocatore di poca personalità, che fuori casa ha segnato la miseria di un gol, a Bari, e per giunta solo davanti al portiere".
Questa l'apertura riservata da Di Canio alla sua ex-squadra. Poi il discorso si è allargato alla debordante vittoria dell'Udinese a Palermo e l'ex attaccante ha paragonato le due squadre, definendo i friulani "una squadra viva, che sa quello che vuole e che lo ottiene con la qualità necessaria". Di contro, la squadra di Reja presenta un'anima sparagnina e, protetta dalla propria classifica, ha cercato di speculare sulla conduzione della gara, cercando di capitalizzare le poche occasioni create.
Quando ai microfoni si è presentato l'allenatore del Cagliari, Roberto Donadoni (il quale ha peraltro evidenziato la forza della Lazio), Di Canio ha eccepito al mister sardo un'eccessiva flemma iniziale della sua squadra, che ha prodotto le pericolosissime ripartenze della Lazio, fortunatamente condotte senza qualità e quindi senza risultati.
Poi è stata la volta di un dispiaciuto Edy Reja commentare la gara, persa, a suo dire, dopo aver dominato a lungo sia al centro che sulle fasce, per un infortunio di Dias. Quando Di Canio è intervenuto definendo legittima la vittoria dei sardi e sottolineando la scarsa qualità messa in campo dalla Lazio, Reja lo ha prontamente interrotto dando vita ad un vivace scambio di pareri: "No, no, perdonami – ha ribadito – ma se dici questo hai visto un'altra partita. La squadra è stata battuta da mezzo tiro in porta ma si è espressa in modo positivo." Allora Di Canio ha rilanciato: "mister, lei ha la sua opinione, io resto della mia".
Quindi Reja ha ripreso il suo monologo affermando di aver visto i suoi giocatori avviliti negli spogliatoi verso i quali,tuttavia, non aveva appunti da muovere per l'impegno profuso. Ma il pervicace Di Canio aveva già in serbo l'ultima domanda: "Visto il recupero operato dall'Udinese, ha in mente di assicurare alla squadra maggiore qualità in vista dello sprint finale per l'Europa?". Quì Reja si è mostrato possibilista: "Da quà alla fine recupererò giocatori come Floccari e Rocchi che mi consentiranno altre soluzioni ma confermo che, comunque, non c'è alcuna pressione sulla squadra".
A Reja è seguito l'intervento del romanista Juan, che ha raccolto l'approvazione di Di Canio evitando di esporre in pubblico i problemi vissuti attualmente dalla squadra giallorossa. Di Canio ha immediatamente sfruttato l'assist affibbiando alla stampa ed all'ambiente romano il copyright sulle polemiche. Proprio richiamando l'omertà della stampa, giudicata troppo tenera con le squadre capitoline, l'ex attaccante ha dichiarato: "La Lazio ha vinto sette partite superando due volte la metà campo. Il Cagliari oggi poteva fare quattro o cinque gol con le sue ripartenze (?) mentre i biancocelesti hanno tirato una sola volta in porta, un tiro centrale di Ledesma dai venticinque metri. Quando nell'ultimo periodo Reja ha visto che la squadra, con l'assetto iniziale e maggiore qualità, non garantiva più il rendimento iniziale, non essendo compatta in campo, si è coperto ed ha racimolato un piccolo vantaggio. Per conservarlo ora occorre la qualità! "