Dedicata alla decadenza, a chi ha un lavoro e non si sente realizzato e pensa che dovrebbe fare qualcosa di creativo, a chi non ce l'ha e fa il creativo, agli appuntamenti di lavoro, al tempo passato mentre il tempo passa, agli aperitivi del nuovo generone romano ma anche non romano, fuori sede, fuori età, fuori, registi, scrittori, blog, agenzie di comunicazione, copy, pubblicitari che fanno la spola tra sperimentazione e pessimi mojito, i secondi molto più sperimentali, sceneggiatori e web designer, mission e pitch, lavarsi la coscienza con Boris, smartphone e facebook, aggiorna il profilo ogni due ore, sguardi fissi sul display col bicchiere in mano.
Crollerà tutto questo?
E sentiremo nell'aria Where is My Mind?
E se invece questa perenne attesa non è che il nuovo equilibrio?
Aspettare e sognare. Abbiamo perso la dimensione dell'agire. Nuotiamo in una società liquida, è una pozzanghera ma va bene così, il mare è una app (anche Android).
Sì, questo è il nuovo equilibrio. Il più crudele, perché l'attesa del cambiamento da surrogato del cambiamento è diventata l'unico cambiamento possibile.
Non è vero che ci hanno tolto i sogni, ci hanno tolto la speranza. Nessuno spera più, tutti sognano. La differenza è micidiale.
Ci è concessa l'informazione infinita ma ci hanno tolto la formazione.
Questo è il nuovo equilibrio: l'indignazione che si coagula nella certezza che "tutto questo dovrà cambiare!!!".
E ci nutriamo di certezze, non di cambiamenti.
Vabbe', era per augurarvi buona pasqua

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