Nel caso Matri è la condizione 1) a non verificarsi perchè l'ultimo passaggio è considerato quello di Lich.
Il punto, quindi, è quello di stabilire la differenza tra deviazione fortuita (che non diventa ultimo passaggio) ed intervento che diventa tale.
La differenza sta nel controllo o possesso della palla, ovvero la deviazione viene considerata passaggio (e quindi avvio di una nuova azione) quando la palla, anche per un solo istante è stata nel controllo o nel possesso del difensore. Come viene interpretato ciò ? Per possesso o controllo, viene considerata la possibilità del giocatore di giocare intenzionalmente la palla. Ovvero Lich può decidere se saltare o no di testa; la palla, per un attimo, è nella sua sfera di influenza. Il fatto che la palla vada dove lui non aveva intenzione di mandarla, ai fini del fuorigioco è irrilevante (mentre, per esempio, sarebbe rilevante ai fini del passaggio indietro al portiere dove l'arbitro deve valutare l'intenzionalità degli effetti dell'intervento del difensore).
Un giocatore che viene colpito da un tiro avversario, non ha possibilità di giocare intenzionalmente la palla, nemmeno per un istante. Viene colpito come se fosse un palo. Pertanto la sua deviazione non può essere considerata come avvio di una nuova azione, bensì come semplice sviluppo dell'azione che è partita dall'ultimo tiro o passaggio.
Ovvio che se il tiro è lento o da 40 metri ed il difensore ha la possibilità di intervenire e sbaglia l'intervento, le valutazioni sono diverse.
La valutazione spetta all'arbitro ed è molto meno semplice di quello che sembra. Perchè ad un estremo c'è il gol di trezeguet (il difensore salta e può giocare la palla, ma sbaglia il rinvio), all'altro il giocatore che respinge di schiena un tiro con la palla che va al giocatore in fuorigioco.
Ma mezzo c'è una casistica sterminata e complessa. Specie sui cross dove il discrimine tra deviazione ed intervento diventa spesso pura filosofia.