I have a dream.
Premetto che, personalmente, con i giocatori della Lazio ho un rapporto un po' cinico, rispetto a quello che hanno altri tifosi. Cioè: io non voglio "Laziali de core" in campo con la Nostra maglia: voglio 11 professionisti che amino fare il loro mestiere e lo facciano al meglio. Per mettersi in mostra, perchè guadagnano un sacco di soldi, per loro sfogo personale o non so perchè. Non mi interessa. Mi interessa che la Lazio vinca. Poi, le belle storie di sport si scrivono da sè, e l'affezione verso Tizio o Caio nasce per quanto dimostrano sul campo con la nostra maglia, e, viene da sè, diventa un bel ricordo quando cambiano maglia.
Mi ha fatto un po' sorridere, in un altro topic, la foto di Zàrate con il commento volto a sottolineare il fatto che lui "ami" la Lazio.
A me non interessa granchè. Anzi, preferisco che ami sè stesso e il sontuoso stipendio che il Presidente della Lazio gli passa. Purchè si comporti in modo adeguato alle circostanze e, conseguentemente, faccia godere me, che tifo per la maglia che gli dà lavoro.
Ieri non l'ha fatto. Inutile ricordare che il punto non è il rigore sbagliato. Trezeguet ha sbagliato un rigore in una finale dei mondiali, tirando una tramvata che ha incocciato la traversa, ha sbattuto sulla riga di porta ed è uscita fuori. Penso che nessun francese abbia mai pensato di non aver vinto i mondiali "per colpa di Trezeguet". Nel caso di Zàrate è diverso, non è il risultato del rigore, ma il modo, il modo e solo il modo, ma questo è pacifico, per cui passo oltre. Anche se, in diversi topic, ho visto gli "zaratisti" (mi si perdoni il termine del ciufolo, ma a volte la comunicazione richiede alcune semplificazioni) omettere puntualmente tale discrimine, accusando i critici di Zàrate di volerlo crocifiggere "solo per un rigore sbagliato" e che anche Maradona, Baggio, Goldrake e non so chi altri ne abbiano sbagliati alcuni in carriera.
Comunque. Proprio perchè non ho nulla contro nè a favore di Zàrate, ci ho quasi 30 anni e l'affezione per "l'idolo" ce l'avevo alle elementari con Signori, l'unica cosa che mi interessa è che:
1) Giochi da fenomeno se rimane;
2) Ci porti un po' di soldi in cassa, se viene ceduto.
Il resto mi riguarda poco.
Ora, cinicamente parlando, spero che l'episodio di ieri possa aver "segnato" Mauro, gli possa aver fatto comprendere di aver toccato il fondo e gli consenta di impegnarsi a giocare a pallone in un certo modo.
Molti "zaratisti" sottolineano gli "assist": il goal di Kozak, il palo di Kozak, l'occasione di Rocchi.
Benissimo. Tutte cose fatte dopo il calcio di rigore fallito. Vogliamo dire che sono state buone cose? Certo, facciamolo, tutti d'accordo.
Anzi, io mi auspico sul serio che d'ora in poi sia così. Ha preso una tramvata psicologica e ora cambia modo di giocare, capendo che per sè stesso, in primis per sè stesso, è meglio profondere un certo tipo di impegno, piuttosto che indulgere sempre e costantemente sul tentativo di fare la giocata funambolica ad effetto o di produrre materiale per video da youtube. Ma magari, per tutti, davvero.
Un po' ci spero. Da Laziale. Che gli Zàrate vanno e vengono. Vengono quando li compri e vanno quando qualcuno gli offre qualcosa più di te. Funziona così da sempre e funzionerà sempre così. L'affetto, la stima, le belle storie di sport esistono. Ma esistono in quanto che funziona il meccanismo appena descritto, in cui è bene che ognuno faccia la sua parte.