Citazione di: gesulio il 10 Mag 2011, 15:22
questa è una tua opinione personale, per di più non suffragata da alcunché di oggettivo.
Reja è un allenatore preparato ed il gioco alla Lazio l'ha dato eccome. secondo la sua filosofia, d'accordo. ma un'identità tattica la Lazio la possiede. puoi dire che non ti piace, ma non puoi dire che è un mediocre non all'altezza, scusa eh...
Nessuno si può prendersi il lusso di liquidare una carriera di 30 anni, di un uomo che peraltro respira calcio da quando portava i pantaloncini corti (di quando si portavano veramente). Insomma, Reja è un allenatore con un suo passato, una sua precisa identità e che a Roma ha fatto molto e bene.
Lo scorso anno ci ha ritirati fuori dalle sabbie mobili, avendo anche la forza di imporsi di fronte a una dirigenza che stava facendo più danni di Carlo in Francia.
Quest'anno ci ha fatto sognare per lunghi tratti di un campioanto che abbiamo giocato al vertice.
Tutto questo gli va riconosciuto.
In ogni caso, una critica tattica e di approccio si può e si deve fare. Ha messo su una squadra molto solida dietro, ma anche timida in avanti, tanto che tra le prime 8 in classifica la Lazio è di gran lunga con l'attacco peggiore.
Una squadra che sembra dominare l'avversario, quasi a giocare al gatto con il topo, ma non piazza il colpo finale dando in troppe occasioni la possibilità di riorganizzarsi fino a perdere le partite.
Gli schemi di attacco sono spesso evanescenti, mentre molti giocatori vengono impiegati in compiti che snaturano le loro potenzialità e vocazioni: sull'involuzione di Floccari sono convinto che sia pesante la responsabilità di Reja; vederlo scarrozzare a centrocampo per ricucire il gioco equivale soltanto sfiancarlo.
Per questo credo che è fondata l'accusa a Reja di non aver saputo sfruttare appieno le potenzialità di una rosa comunque molto valida, così come quella di non dato un gioco dal ritmo timido e compassato.
E' necessario un cambio tecnico.