Durante la visione delle partite della Lazio accadono questi strani fenomeni: ad un attaccante di nazionalità ceca, tale Kozak, arrivano cross e palle in area dove staziona diligentemente;
l'attaccante di nazionalità italiana, tale Floccari, scavalla tra fascia e trequarti, sempre a distanza "di sicurezza" dal centro dell'area (di lui ricordo una occasione pulita da attaccante, con cross da destra e incornata a incrociare verso sinistra, poco fuori il palo: era il derby di ritorno)
A mio modesto avviso, il Floccari ha, finalmente, detto cose giuste e senza fare polemica. In altre parole, ha gettato un sasso nello stagno anche se per carità di patria solamente nel finale della stagione. Se magari questo gesto fosse stato compiuto - che so io - dopo Cesena-Lazio la cosa avrebbe avuto ben altra risonanza.
Il calabrese quindi centra un problema vecchio come il cucco: l'attaccante e il suo rapporto con i gol, rectius con le occasioni da gol.
Personalmente, trovo singolare che per la prima volta da quando furono codificate le regole del calcio nell'ormai lontano XIX secolo si sia inverata la categoria della "punta da 20 gol". Sono rimasto a tal punto colpito da questa invenzione che, dopo averne sentito parlare in radio e tv e letto sui giornali, durante le mie peregrinazioni nei ferramenta o centri commerciali ho provato a chiedere una punta da 20 gol: ma nessun commesso ha saputo darmi una risposta.
A modesto parere di chi scrive - modesto, perché ha bisogno del soccorso dei più autorevoli accademici del calcio - il problema della punta da 20 gol non esiste: è una invenzione, anzi una assurdità.
Il problema vero è di quante occasioni ha a disposizione, durante una partita, l'attaccante per poter segnare. Questo chiama la sua responsabilità, ma anche - e soprattutto - quella della squadra, del centrocampo in particolare, nel rifornirgli le palle e quindi in ultima istanza del tecnico.
In guerra, un attaccante quando ha finito di sparare deve aspettare che gli portino munizioni: ad esempio uno dei motivi del successo dell'avanzata tedesca in Francia durante la II guerra mondiale fu dovuto proprio al supporto logistico risultato molto efficiente.
Pertanto, non si può accusare Floccari di aver segnato poco, ma bisognerebbe vedere quante occasioni ha avuto in media a partita. Se gli si dà una sola occasione che sbaglia non lo si può accusare di essere un pessimo attaccante; se invece gli vengono concesse 4-5 a partita allora l'accusa sarà fondata, ma soltanto allora.
In questo la responsabilità di Reja è plastica. Quando arrivò a Roma il Floccari di colpo risolse i problemi di attacco della nostra squadra. Poi si è involuto ed è diventato il coniglio bagnato che tutti quanti ormai conosciamo.
Peraltro, il Reja ha anche la responsabilità di non saper o forse anche non voler valorizzare Kozak. A proposito, ho letto di un possibile scambio di metà Kozak per avere Maxi Lopez: spero soltanto sia una invenzione giornalistica; giù le mani dal cieco!
Anche per questo in questo e con questo io chiedo l'avvicendamento in panchina: con un altro allenatore non ci sarebbe bisogno neanche di comprare una punta.