Cana, il sex symbol poliglotta: cifre e identikit del nuovo Guerriero biancoceleste
27.05.2011 17:16 di Riccardo Mancini articolo letto 1021 volte
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repubblica.itIn Turchia aspettano solo l'annuncio del Galatasaray. "Lorik Cana è già un giocatore della Lazio. L'ufficialità potrebbe arrivare a ore". L'accordo fra il club biancoceleste e quello turco, come già anticipato, sarebbe stato trovato secondo le seguenti modalità: prestito oneroso di 2 milioni con diritto di riscatto fissato a 3,5-4 milioni. Il 27enne centrocampista albanese guadagnerà 1,7 milioni a stagione, addirittura 800mila euro in meno di quanto percepito a Istanbul. Ma chi è Cana?
CITTADINO DEL MONDO: "MA AMO L'ALBANIA" - Profumo d'Albania, lo respira ovunque Lorik. Forgiato dalla guerra, è diventato cittadino del mondo, ambasciatore Unicef, un grande campione: "E pensare che ho iniziato a giocare per strada nell'ex Jugoslavia. Chi l'avrebbe mai immaginato che il calcio sarebbe diventato un lavoro". Nato a Pristina, capitale del Kosovo, si è sempre sentito albanese come la maggioranza della popolazione cittadina: "Sin da piccolo sognavo di giocare per l'Albania. Per me è stata una scelta naturale, è venuta dal cuore. La mia famiglia vive a Djakova, ma i miei amici più cari sono di Tirana". Quella bandiera rossa con l'aquila nera bicefala l'ha sempre avuta tatuata sul braccio sinistro, l'ha portata in giro per il mondo. Dalla Svizzera ad appena 15 anni alla Francia, all'Inghilterra: "Ero solo un bambino quando lasciai il Kosovo in condizioni terribili. Non è stato facile, ma tutte le esperienze che ho vissuto mi hanno trasmesso un'incredibile capacità d'adattamento. Ho conosciuto tante culture diverse e questo mi ha aiutato parecchio ad ambientarmi sempre più rapidamente. Noi albanesi poi abbiamo una propensione naturale ad apprendere prima degli altri le lingue straniere".
PASSIONE PER LA STORIA - Parla correttamente il francese, l'inglese, il tedesco, un po' di cinese e soprattutto l'italiano. Ai tifosi laziali, che lo stanno studiando su youtube, piace già tanto. Per i sostenitori del Paris Saint Germain e del Marsiglia è noto come 'Le Guerrier', mentre per quelli del Sunderland, 'The Warrior'. Lorik Cana è il Guerriero e la sua avventura a Istanbul sta terminando: "Quest'anno c'è stato qualche problema e ora voglio raggiungere importanti traguardi sportivi". E' stato lui stesso ad ammetterlo qualche settimana fa, tanto che Lorik assieme al papà Agim, ex gloria del calcio albanese ( "E' stato lui a trasmettermi la passione per questo sport") ora suo manager, attende novità a breve. Dopo appena un anno lascerà la Turchia: "Già prima di giocarci ero attratto dal Galatasaray, un club con una tradizione secolare. Ha molti sostenitori del Kosovo ed è stato fondato da un albanese, il figlio di Sami Frashërit (grande scrittore, ndr)". Il patriottismo e la cultura sono nel suo Dna: "Mi sono iscritto alla facoltà di Storia a Tirana. Tuttavia sto studiando part time e, a causa degli impegni calcistici, avrò bisogno di più di quattro anni per laurearmi. Ad ogni modo, appesi gli scarpini al chiodo, proseguirò questa strada. Prenderò anche una specializzazione perché amo le tradizioni albanesi e anche l'archeologia". Non è un caso che, insieme al diesse Tare, due anni fa riportò in patria la statua trafugata di Ascelpio, dio greco della medicina.
AMBASCIATORE UNICEF PER L'ALBANIA - Cana sogna di portare il calcio albanese ad alti livelli: "Voglio essere un esempio per tutti gli altri giocatori che arriveranno dopo di me. Sono contento d'essere stato uno dei primi albanesi ad avere un successo internazionale, ho giocato in diversi campionati e competizioni importanti e mi auguro che tanti altri giovani ripercorrano la mia strada cosicché la Nazionale possa ottenere risultati sempre più prestigiosi". Il centrocampista 27enne si sta in realtà adoperando in prima persona al fianco della Federazione: "Gli albanesi hanno un grande talento per il calcio, come tutte le popolazioni balcaniche. Ma naturalmente i nostri giovani sono costretti a maturare e crescere in condizioni davvero difficili. La possibilità di raggiungere il successo spesso arriva soltanto all'estero e non è un caso che io sia diventato famoso in Svizzera e Francia. La federazione quindi ha avviato un'iniziativa per trovare tutti i nuovi giovani talenti albanesi all'estero e io la sto sostenendo". Cana non ha dimenticato le sue umili origini. E' sempre pronto a dare una mano al suo paese, a chi ne ha bisogno. E' ambasciatore Unicef per l'Albania: "Quando sei un personaggio pubblico, soprattutto dello sport, puoi fare grandi cose, a maggior ragione per i bambini. Mi sembra quindi il minimo sfruttare il mio nome e la mia immagine per fare del bene. Lo faccio volentieri e considero questa mia attività davvero importante".
A Formello arriva un sex symbol: "E' vero - confida Cana - ma non mi ha mai infastidito, anche quando chiaramente ha intaccato la mia privacy. Mi piace svelare gli avvenimenti belli della mia vita. Credo sia giusto rendere partecipe la gente".