Interessantissimo articolo.
In sostanza l'affitto dell'Olimpico è di 3 milioni l'anno circa, 2.700 per la precisione secondo il bilancio Lazio. Curioso notare che per ogni gara che supera il quantitativo previsto l'affitto è di 80mila euro più Iva per ogni singolo successivo match.
A Milano emerge un rapporto tra le squadre e il comune in cui lo stadio viene messo a completa disposizione delle società, il che non avviene all'Olimpico. Da questo emerge che lo stadio San Siro produce reddito (anche concerti rock) in misura maggiore e soprattutto a disposizione delle società
Si è parlato di un Olimpico che fa business vero e proprio e allora rinvio a un mio recente post in tema di aumento dei ricavi.
Da sottolineare come il CONI fa un appalto e cede bar e bibitari a qualcuno che gli garantisce una percentuale oltre che un canone fisso, mentre questo non può essere digeribile per una società come la nostra che si prefigge l'obiettivo di aumentare i ricavi. Su questo punto, se la società vuole assumersi gli introiti derivanti da tutti i servizi che ruotano attorno alla partita, ed è pronta a dare battaglia fa bene: anzi l'unica osservazione è perché si sia aspettato troppo tempo?
Se è vero, come è vero, che gli "ammerigani" hanno idee particolari su questo business è ora di porre la questione all'ordine dl giorno. Ok, lo stadio è tuo, ma il giorno della partita lo gestisco, TOTALMENTE, quindi anche i servizi esterni, IO società e a te CONI al massimo riconosco un centinaio di ingressi omaggio (dove dobbiamo ricordarci che a Roma la "clientela istituzionale e diplomatica" è particolarmente estesa, molto più di quanto possa essere Milano).
Interessante è sottolineare come il presidente avesse intenzione di vendere posti di tribuna d'onore a multinazionali che avrebbero potuto offrire l'ingresso ai loro dirigenti in visita in Italia, ma di averci dovuto rinunciare perché non aveva gli spazi necessari e perché il Coni storceva la bocca.
Bella l'idea dell'affitto (in certi periodi) del campo dell'Olimpico (o anche del Flaminio perchè no?) per giocarci assieme agli amici (10mila euro il costo, almeno qualche tempo fa, il che diviso per 22 fa in fondo solo 450 euro a testa....).
Infine sul retroscena della impossibilità di avere nuovi stadi a Roma riconducibile alla pressione e all'interesse del CONI di mantenere in vita l'astronave dell'Olimpico. Ricordandoci che Roma è candidata ai giochi del 2020 (il che in caso di vittoria scompaginerebbe i piani di qualsiasi imprenditore che stia per costruire uno stadio), questo però non è una novità.
Se è vero che sarà impossibile, per la società Lazio (e anche Roma a questo punto) sarà il caso di appropriarsi dell'Olimpico come di struttura che produca reddito a completa disposizione della società. L'impianto già esiste va soltanto posto sotto il nostro controllo, visto che il CONI –secondo questa gola profonda – ci fa "una quindicina di milioni di euro l'anno", in pratica quanto realizzabile a regime, una volta costruito l'impianto di nostra proprietà.
In tal senso si legga quanto segue.
Dal libro "La ripartenza" di Teotino-Uva, scritto nel 2010 d.c.
Un tempo parliammo di marketing, che in Italia significa soltanto vendere cartelloni pubblicitari dentro lo stadio, quelli che il pubblico vede dalle tribune o dalla tv. Niente di più.
Questi sono esempi di idee provenienti da lande sperdute come l'Inghilterra dove si praticano da anni.
- sky-box vendute alle aziende che le usano anche durante la settimana per riunioni o convention
- palchi
- uso dello stadio come location per eventi pre-partita
- nell'NBA (USA) i giocatori sono essi stessi un prodotto: tre giocatori che vanno a casa di un tifoso estratto a sorte anche per portare gli auguri a sorpresa di buon compleanno (pensate che emozione una festa di compleanno oppure un addio al nubilato con sorpresa finale di Makinwa, Diakitè e Manfredini!!!)
- visita guidata nello stadio con tour anche possibile con un giocatore del passato (Badiani che ti accompagna al bar del tennis ...)
- match program oggetto di collezionismo (specie in Inghilterra, ma perché non da noi con delle ristampe di Lazialità del 1987?)
Cercare casa quando ce l'hai già
Nel libro si racconta l'esperienza della CONI servizi che, tempo addietro aveva un debito rilevante da abbattere e portare a break-even gli impianti sportivi a cominciare dallo Stadio Olimpico che perdeva 15 milioni di euro.
Prima idea: costituire una società mista per la gestione dello stadio idea proposta a Roma e Lazio da creare insieme al CONI servizi dove ripartire i costi della manutenzione ordinaria e quelli su investimenti e ristrutturazioni necessarie.
La Lazio ha declinato subito l'offerta perché intenzionata a fare il suo stadio, mentre la Roma si è mostrata disponibile ma una società con soltanto uno dei due affittuari avrebbe creato problematiche gestionali.
A quel punto si tenta di nuovo di convincere la Lazio con il seguente ragionamento: "anche se domani si parte con lo stadio si dovrà rimanere all'Olimpico per almeno altri sette anni. Approfittiamone per creare valore in questo stadio".
Niente da fare progetto abortito.
Peccato perché si poteva aumentare indice di penetrazione dell'Olimpico: Coefficiente di riempimento per la Lazio è sotto al 40% per la orma pari al 43-44%.
Inoltre, è da sottolineare come la CONI servizi oggi controlla gli ingressi e studia i flussi dello Stadio e con questo ottiene la "profilazione" del cliente del tifoso che entra allo stadio: si analizzano i diversi generi, le diverse età, quanto tempo arrivano prima settore per settore e così via.
Sulla base dei dati si ricostruiscono le nuove royalties, legate al merchandising e alla ristorazione.
Questo database è stato avviato da CONI servizi e non da Roma e Lazio (il che è curioso e paradossale: dovrebbe avvenire il contrario, semmai), con dati considerati molto interessanti dalle multinazionali in un impianto che oggi produce 80 eventi l'anno, comprese le partite.
In questo senso, si sottolinea come il management delle società di calcio è concentrato soltanto all'interno del campo non altrettanto per studiare per arrivare a quei ricavi che ruotano attorno all'impianto.
Dopo la ristrutturazione dell'Olimpico l'incidenza del canone delle due squadre è del 54% (in precedenza l'80%). Dalla ristorazione arriva il 14% mentre prima era il 9%.
Si potrebbe creare un mininetwork all'interno dello stadio legato a iniziative esclusivamente merceologiche.
Mia opinione: Potrebbe farlo la Lazio stessa in attesa di un (dopo)domani che non arriverà (forse) mai.