Io, invece, preferisco lo straniero. L'italiano offre garanzie tattiche e di adattamento, ovvio, ma spesso è sopravvalutato. Ad esempio, un Guarente, onesto pedatore del centrocampo, l'anno scorso l'avresti pagato uno sproposito.
Mi lascia perplesso la politica delle ex-giovani promesse sudamericane: un venticinquenne sicuro preferisco pescarlo in Germania, Belgio, Danimarca, Francia piuttosto che in Uruguay o Argentina. Lichtsteiner a due lire è un esempio positivo, e lo stesso Eliseu fu, nonostante tutto, una buona idea.
Questi Gonzalez, Pintos, Gomez, Banderas, elementi che in Europa nessuno si è mai coperto, mi sembrano la classica stecca allungata al procuratore per chiudere un'altra transazione.
Diverso il discorso per i talenti veri, i ventenni, che invece abbondano in Sudamerica, ma è pacifico che la Lazio, per ragioni economiche e di prestigio, non abbia la forza per competere con Arsenal, Barcellona, Benfica, Inter...