Ci deve essere qualcosa nell'aria di Roma, sponda Lazio, che ottunde la mente e l'analisi dei fatti.
Basta che venga lanciato un concetto e che questo venga ripetuto più e più volte ed ecco che, come un mantra, diventa una verità anche se i fatti dicono che è una caz.zata.
Lo abbiamo sperimentato (e non abbiamo ancora finito) con Lotito, attaccato per motivi assolutamente personali ed economici da un limitato gruppo di persone ed ora tocca a Reja.
Non contano i fatti. Non conta che ci ha raccolto col cu.lo per terra e ci ha risollevati. Non conta che ha trasformato una discreta squadra in un gruppo capace di non andare in champions per un millimetro, non conta che abbia saputo imporre la sua personalità amche nella programmazione di mercato, non conta, soprattutto, il ragguardevole gruzzolo di punti che ha raccolto.
Non conta nulla, perché il mantra dice che Reja è un minestraro, non è adatto, mette Zarate terzino e così via.
E' bastato che esprimesse un'opinione su un giocatore che nessuno di noi ha mai visto giocare (Cana) per iniziare l'opera di spolpamento.
Ho diversi amici a Napoli e tutti, invariabilmente, mi hanno parlato di Reja come di un ottimo allenatore, carismatico e capace, ricordato con grande affetto e spesso rimpianto.
Ci deve essere qualcosa nell'aria di Roma che ha trasformato un popolo, capace di rimpiangere un Simoni, in un inconsulto ammasso di lamentosi insoddisfatti.
Continuiamo così, a farci del male.