Qualche pagina fa qualcuno ha postato le dichiarazioni di LuigiEnrico in merito alla vicenda TyttyMobbasta.
Dichiarazioni simili a quelle di Reja di ieri, anche se più generiche e senza nomi o cognomi, ma insomma si capiva di chi stava parlando.
E a rilasciarle è stato un allenatore alla vigilia della sua SECONDA gara ufficiale in Italia (partita che è già una specie di prima prova d'appello), già sulla graticola, già messo contro (a mezzo stampa) a un cagacatsi di dimensioni principesche come Er Pupone - che rimane tuttavia la principale risorsa (in termini di gol e tecnica) della squadra che allena.
Polverone alzato da queste dichiarazioni: zero.
Ieri il NOSTRO allenatore, vecchio ma esperto, reduce da 18 mesi molto prolifici alla guida della NOSTRA squadra e da una vittoria per 6-0 che ci ha consentito di accedere virtualmente all'Europa League con 7 gg di anticipo, ha chiarito (CON PACATEZZA) che la porta è sempre aperta per Zarate ma che deve essere il giocatore a volere la Lazio, e non il contrario.
Polverone alzato dalle dichiarazioni di Reja: tipo tempesta di sabbia nel Sahara.
E stavolta i complici siamo noi - inutile prendersela con giornalari o giallorozzi - noi tifosi laziali indecisi fra due posizioni, due situazioni spiacevoli, due diverse filosofie. Noi pronti a dare retta al primo Ruzzi che passa, alle prime prefiche in angosciosa attesa di una nostra sconfitta per urlare "L'AVEVAMO DETTO!"...
E allora faccio mie, per una volta solamente, le sagge ed eloquenti parole di san Frangesgo de Porta Metronia:
"BASTA!"