Stendardo sullo sciopero: "Mi dispiace molto per i tifosi, ma andremo avanti ad oltranza"
28.08.2011 10.23 di Alessio Aliberti per lalaziosiamonoi.it articolo letto 303 volte
Fonte: Alessio Aliberti -
Lalaziosiamonoi.itRoma – Laureato in legge, forse è il più adatto a spiegare come stanno le cose. Guglielmo Stendardo in proposito della questione sciopero sveste i panni del calciatore ed indossa per un momento quelli del sindacalista: «Dopo un anno e mezzo di attesa non si poteva fare diversamente – ha dichiarato il centrale partenopeo sulle colonne de il Messaggero - Non si è trattato di una questione di soldi, ma di difesa dei diritti e della dignità della categoria, con particolare riferimento all'art.7. Senza accordo non si è giocato e non si giocherà, perché i calciatori sono pronti a portare avanti a oltranza questa iniziativa. Ogni professionista ha il diritto di allenarsi con la squadra, senza essere emarginato dal suo ambiente di lavoro. Vanno capite le difficoltà dei tecnici ad allenare rose da 30-35 elementi. Ma la colpa di questa situazione non può essere attribuita a noi. L'ideale sarebbe seguire l'esempio della Spagna, con organici di 20-25 elementi al massimo». Ma chi ne paga le conseguenze, oltre ai tifosi arrabbiati sono piattaforme televisive e magnati del calcio. L'astensione tuttavia mette in cattiva luce un'intera classe milionario come quella dei giocatori: «Sono dispiaciuto che sia saltato il campionato. Avremmo voluto scendere in campo. Mi auguro che i tifosi, i più penalizzati da questa nostra decisione, capiscano le rivendicazioni che stiamo portando avanti. Il ministro Calderoli, che tanto ci ha criticato, forse non conosceva a fondo le nostre ragioni», sarà ma la comprensione per le persone comuni rimane ancora un'impresa ardua.
Willy,sai che te vojo bene ma sta volta